Chi sono

Blogger: Herta1971
Nome: Herta Mascher
Sono una mamma di 2 bimbe piccole, preoccupata per il loro futuro in questo mondo, che non ha rispetto per nessuno nemmeno degli angeli sono anche amica di Frassi e la sua associazione Prometeo, dalla parte dei bambini. Ho deciso di aprire un blog per potermi tenere aggiornata degli orrori che purtroppo devastano l'infanzia,e nella mia misera possibilità rendere partecipe chi interessato,scambiando opinioni e fatti di cronaca.Ma soprattutto per gridare il mio NO ALLA PEDOFILIA ed a OGNI TIPO DI VIOLENZA PERPETRATA ALL' INFANZIA ( la cosa più preziosa che ci sia stata donata). AVVERTENZA: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.non può per tanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001 Visto gli argomenti trattati ed il linguaggio utilizzato, il blog è riservato ad un pubblico adulto. L'autore di questo blog non risponde dei commenti, anonimi e non inseriti dagli utenti

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Storie di Angeli e Bimbi

mercoledì, 14 maggio 2008

Questa è la 2° parte. Leggetela spiega il perchè di molti comportamenti e delle rimozioni di eventi traumatici  di bambini abusati

 

L’ ascolto attraverso la parola scritta


Mio Dio che dolore atroce, che terrore, angoscia provano queste povere creature. Quanta crudeltà e disumanità sono COSTRETTI a sopportare per chissà quanto tempo. E' inconcepibile e vergognoso il livello talmente basso dove siamo finiti, la mancanza di rispetto che abbiamo nei confronti di questi bambini, dell'infanzia, della VITA, perchè loro sono la vita.

Il silenzio a cui sono costretti, ma anche a cui i bambini si costringono, rappresenta una seconda pena , un’altra solitudine. Quando un bambino subisce senza chiedere aiuto, questo ci parla di una sofferenza indicibile, oltre che impensabile: quella di chi si sente colpevole, sporco, immeritevole di essere amato .La pena e la solitudine di un bambino che non ritiene di potersi confidare ,né di essere aiutato.
Quando ricorda cosa ha subito, viene spesso sopraffatto dalla vergogna e da percezioni emotive e corporee che si ripropongono intense e lo possono indurre ad allontanare da sé il pensiero sul trauma.
Spesso i bambini vittima, non riescono a tradurre in parole l’orrore che hanno vissuto e, prima delle parole, scelgono i simboli offerti da giochi, disegni, scritti, che permettono di parlare senza nominare.
La parola scritta può precedere quella parlata, può venire loro in aiuto perchè mette distanza tra sé e le cose, resta, può essere letta e riletta, il bambino la ritrova e vi si ritrova controllando meglio la paura di essere nuovamente sopraffatto Può accadere che mentre i bambini raccontano o ripensano , ricorrano a vecchie difese e descrivano la dissociazione vissuta, scrivendo o parlando di sé come posti in altri luoghi, o altro da sé: “io morivo, ero morta… dopo mi dava l’acqua e io rinascevo”, “…non ero lì, andavo in Brasile: era un posto bellissimo, era lontano…”,” …venivano i leoni magici e mi salvavano…”.I bambini possono provare così tanta paura nell’evocare la persona che li ha abusati, da immaginare di vederla vicina e minacciosa e dopo averlo ricordato scrivere “ …l’ho visto vicino alla scuola, sembrava lui, era lì perché voleva prendermi” .
Quando un bambino rivela di aver subito un abuso e ne ripercorre eventi e vissuti, spesso riattiva aspetti difensivi, che vanno rispettati e compresi ,poiché anche la rievocazione è fonte di grande dolore. Una bambina mi diceva ”non posso dirtelo… se lo dico mi fa paura”.
La rivelazione di un abuso è un grande atto di fiducia di bambini abituati a non potersi fidare di sé e dell’altro, è un grande coraggio di bambini che mostrano la loro vergogna.
Le parole escono minime, sfiduciate, tormentate, affaticate. I bambini abbassano la testa ,dimostrano tutto il loro dolore, le parole sono troppo angosciose da pronunciare e ascoltare.
Allora in risposta al disagio, al turbamento, alla difficoltà dei bambini di cui ho accolto la rivelazione, ho proposto loro di scrivere e disegnare, come punto di partenza per narrare e condividere.
Non si può né si deve forzare un bambino in difficoltà a parlare di sé, ma gli si può offrire una strada diversa per dare voce alla sua storia : lo scritto.
Nel corso della mia esperienza di psicodiagnosi e terapia in un centro specialistico sull’abuso e il maltrattamento , ho sperimentato che l’utilizzo della parola scritta da parte del bambino e a volte anche del terapeuta, già all’interno del protocollo di valutazione, può costituire un valido aiuto. Lo scrivere facilita nel bambino non solo la possibilità di ritrovare i ricordi, ma anche quella di esprimerli e condividerli.
A volte i bambini ,in fase di rievocazione della loro storia di abuso ,recuperano un ricordo grazie ad uno stimolo percettivo, ad uno stato d’animo, ad un contesto , che li riportano ad aspetti dell’evento traumatico.
A volte i bambini non sono stati ritenuti ‘credibili’ dai periti perchè parlano di posti meravigliosi e lontani dove raccontano di essere stati, di animali magici che li proteggevano, di forze grandiose in loro possesso o di salvatori potenti in loro soccorso. Parlano dei loro meccanismi difensivi e può essere più facile per loro far comprendere il significato di tali proiezioni quando hanno avuto a disposizione con continuità un foglio bianco dove scrivere .Può essere meno pauroso che parlare.
Nel corso delle mie valutazioni e terapie il ricorso allo scritto, come proposta sempre presente nella stanza di terapia, ha rappresentato una risorsa preziosa in termini di possibilità ricostruttiva e soprattutto una modalità espressiva apprezzata dai bambini.
postato da: Herta1971 alle ore 21:17 | link | commenti (4)
categorie: bambini, pedofilia, parola scritta in terapia
lunedì, 12 maggio 2008

Fin'ora ho sentito parlare di pedofili, di come guarirli, del perchè sono le bestie che sono e dei falsi abusi.

Delle vittime che sono bambini anche piccolissimi, del grande e grave danno che subiscono, del loro recupero se possibile,nessuno ne parla. Io credo che il nostro primo obiettivo sia quello di proteggere tutti questi bimbi, di amarli rendergli giustizia, credergli e non tradirli. In quanti ai predatori di bambini, il come , il quando e il perchè non me ne frega, per me sarebbero tutti su una sedia elettrica. Non si possono curare, se malattia, (a mio avviso pervertiti senza anima e rispetto per la vita), le pene sono sempre molto lievi quando ci sono, quindi l'erbaccia si estirpa. Ho trovato una relazione dove spiega i danni di questi angeli, vi propongo la prima parte.

LA PAROLA SCRITTA IN TERAPIA: Parole per cura
di Ester di Rienzo

(psicologa,psicoterapeuta sistemica presso il ‘Centro Aiuto al Bambino Maltrattato e alla Famiglia’ del Comune di Roma, Assessorato ai ServiziSociali)

 

Il silenzio dentro e fuori: dimentico, non ne parlo perché ho paura, vergogna
I bambini sessualmente abusati ,che sono stati miei piccoli pazienti, hanno spesso innalzato barriere tra sé e il trauma. Sono bambini che a volte hanno perso parte dei ricordi del trauma , altre non possiedono le parole per ripensarlo e nominarlo .
Può accadere che non possano pensarlo l’abuso e anche nel pensiero restino senza parole, che non riescano a conservarlo nella memoria o che non conoscano le parole per chiamarlo, infatti ‘abuso’ è una parola degli adulti.
Come aiutarli nella riappropriazione di una storia, la loro, che non amano , in cui non vogliono riconoscersi? Come ascoltarli in una narrazione che rievoca la loro sofferenza?
Sappiamo che sono gli aspetti emotivi negativi, quelli che interferiscono sulla capacità di ricordare ,che il conflitto mobilita meccanismi difensivi quali rimozione, negazione, dissociazione, estraneamento…
Sappiamo anche che i bambini vittima di trauma sessuale ripetuto, il trauma di tipo due, hanno sperimentato una comunicazione patologica che nega e distorce il significato di quello che il bambino vive, rendendogli confuso non solo il dialogo con l’altro ,ma anche quello con sé stesso. L’alterazione del rapporto col reale frammenta la memoria cosciente, silenzio e sintomi occupano lo spazio del dolore, che difficilmente trova spontaneamente la via delle parole, almeno finchè perdura la situazione di violenza o comunque fintanto che il bambino vittima sente di potersi fidare-affidare ad una figura protettiva.
Comprendiamo che i bambini abusati possono avere grandi difficoltà alla narrazione e condivisione dei ricordi legati al trauma , sia per amnesia selettiva ,sia perché devono fare i conti con sentimenti di forte vergogna e autodeprecazione.
I vissuti che li caratterizzano ce li mostrano confusi, spaventati, invasi da sentimenti di rabbia, colpa, vergogna, paura, sessualizzazione e impotenza .
Sembra evidente una forte correlazione tra emozioni negative e possibile amnesia ,anche parziale, di eventi traumatici .
Uno studioso della memoria, Morton , sul modo in cui avviene il recupero dei ricordi scrive “…se si può recuperare l’amnesia degli eventi ,dobbiamo contemporaneamente assumere che alcune tracce di memoria dell’abuso si siano depositate nel momento della sua occorrenza. Se il ricordo si riattiva successivamente, e per quel tanto che viene riattivato ,allora l’amnesia non può distruggere la traccia di memoria cancellandola o seppellendola.”

Secondo questo studioso esiste un modello cognitivo della memoria ‘le registrazioni intestate’, per cui “per ogni evento esiste una cartella in cui si può trovare la registrazione di quanto accaduto” .
Al contrario dalla tesi associativa, egli ritiene che esista una sorta di scheda intestata per ogni registrazione e che tali registrazioni siano indipendenti una dall’altra. “le intestazioni hanno vari componenti e non è necessario che la corrispondenza tra intestazione e descrizione sia completa. Sarebbe possibile, allora, che la registrazione venga recuperata con altri indizi, come il luogo dove la persona è stata incontrata l’ultima volta. Se assumiamo che la registrazione è stata recuperata, tutte le informazioni in essa contenute possono essere potenzialmente disponibili.”(4)
Ciò può aiutarci a comprendere non solo la ragione della confusione e frammentazione che a volte caratterizzano i ricordi di abuso, ma anche la loro veridicità, quando questi ,pur se discontinui e confusi , risultano legati ai vissuti traumatici caratteristici delle piccole vittime.
Quello che è stato poi sottolineato nel corso degli studi è che il recupero della memoria e quindi dei ricordi “è sensibile a variazioni di stato come l’emotività…”.
Se una delle concause della negazione dei ricordi di abuso è legata a profonde emozioni negative sperimentate nella relazione invasiva con l’altro, il loro ricordo e la possibilità di esprimerlo ,può altresì legarsi ad emozioni positive di empatia , accettazione e facilitazione, sperimentate in altre relazioni.
I bambini abusati raccontano spesso di essere stati ripetutamente minacciati implicitamente o esplicitamente e di avere temuto di essere puniti, picchiati ed a volte uccisi , oltre che non creduti, se avessero rivelato i fatti legati all’abuso.
I bambini conosciuti avevano tutti creduto che tali avvertimenti si sarebbero avverati e ciò è facilmente spiegabile con la situazione di totale sottomissione da loro vissuta.
Se le emozioni, paura ,dolore, vergogna, colpa… sono state la via della negazione , della rimozione, del silenzio dei ricordi ,è attraverso una situazione emotivamente rassicurante che può essere facilitato il loro recupero e racconto.


postato da: Herta1971 alle ore 13:05 | link | commenti (5)
categorie: bambini, pedofilia, parola scritta in terapia
venerdì, 09 maggio 2008

nopedofilia

La vita per molti, troppi bambini è diventata un incubo dal quale spesso non vedono l'uscita.  I bambini che dovrebbero avere diritti, protezione, educazione, istruzione e genitori che li amano si ritrovano oggetti dei più svariati, sadici e perversi piaceri  di porci criminali della vita di questi piccoli angeli. La vita, la cosa più preziosa e importante che abbiamo, ogni giorno viene buttata nel cesso dalla disumanità di pedofili e di chi li difende parlando di falsi abusi, dall'indifferenza delle persone, dal tradimento degli adulti e spesso dall'ingiustizia delle pene non sempre certe.

I bambini hanno diritto alla loro vita nella sua integrità.

A tutti i bimbi usati, abusati, diventati merce o pezzi di ricambio per luridi traffici in un mondo di adulti che non vi meritano, che sanno e fanno finta di non sapere e che non fanno niente per rispettarvi, voglio ridedicarvi questa poesia chiedendovi scusa.

NON SAPEVO

 

Non sapevo quanto fosse grave;

credevo non esistesse.

Sono sconvolto davanti a un crimine

che ruba la magia

all'infanzia.

Non sapevo quanto facesse male;

segni e cicatrici non si vedono.

Ma poi nella vita

si paga

tanta brutalità.

Non sapevo come ti sentissi;

non eri più nessuno.

Sapevo che ti chiudevi in te stesso

senza far trasparire nulla.

Non sapevo cosa fare;

come poterti aiutare.

Che avevi solo bisogno di un amico

qualcuno con cui parlare.

Adesso so che ti posso aiutare;

posso cambiare qualcosa anch'io.

Sarò al tuo fianco, griderò con te

e nessuno potrà più dire

"NON SAPEVO"      

Cindj M. Adams

 

postato da: Herta1971 alle ore 15:47 | link | commenti (4)
categorie: bambini, preghiera, pedofilia

UNA BELLA NOTIZIA

IL PREDATORE E' STATO TROVATO

interpol

Interpol pubblica una sua foto sul web: trovato negli Usa e arrestato un ricercato per pedofilia
E' stato localizzato e arrestato negli Stati Uniti, Wayne Nelson Corliss, il cinquantanovenne accusato di reati di pedofilia e ricercato da due giorni dall'Interpol.

L'organismo di coordinamento delle polizie mondiali, che ha sede a Lione, in Francia, aveva diffuso alcune foto dell'uomo sulla rete web, permettendo così la sua cattura.

E' la seconda volta che Interpol decide di lanciare un appello pubblico. Nello scorso ottobre una analoga iniziativa aveva portato all'arresto in Tailandia di un altro ricercato per abusi sui minori.

Un grazie dal profondo del cuore a tutte le persone che hanno contribuito a fermare questo assassino di anime innocenti.

GRAZIE

postato da: Herta1971 alle ore 09:06 | link | commenti (5)
categorie: interpol, pedofilia
mercoledì, 07 maggio 2008

ORRORE SCUOLA MILANO

Violenza sessuale su un'intera classe


Ai domiciliari il maestro-orco


  Milano, 7 maggio 2008 - Un maestro elementare originario di Napoli, è SOLO agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata e maltrattamenti. Secondo il sostituto procuratore milanese, Marco Ghezzi, l'insegnante avrebbe sottomesso un'intera classe di 20 bimbi di una quarta elementare del capoluogo lombardo, abusando sessualmente di alcuni di loro e istigando altri a commettere soprusi nei confronti dei compagni.

 Il provvedimento di custodia cautelare nei suoi confronti è stato eseguito nel dicembre scorso, ma la notizia è emersa solo oggi in occasione dell'incidente probatorio tenuto a Palazzo di Giustizia durante il quale le presunte vittime avrebbero confermato gli abusi subiti.

 Oltre al maestro, la Procura ha denunciato anche il preside dell'istituto reo di non aver ascoltato le segnalazioni fatte dai genitori dei bambini. L'indagine è nata proprio su segnalazione delle famiglie dei piccoli alunni e anche di alcuni insegnanti colleghi del maestro agli arresti che avevano in qualche modo avvertito la 'sofferenzà di quella classe.

ALLA FACCIA DELL' ISTRUZIONE. SI MANDANO I FIGLI A SCUOLA PERCHE' POSSANO AVERE UN FUTURO MIGLIORE E IL COGLIONE DI TURNO TE LI ROVINA PER TUTTA LA VITA, UCCIDE LORO L'ANIMA.

Questi luridi maiali, la feccia di questa nostra società, creata da noi e protetta, si sta moltiplicando a dismisura, sono diventati peggio dell'AIDS, della PESTE

L'insegnante avrebbe sottomesso una classe di 20 bimbi di una quarta elementare abusando sessualmente di alcuni di loro e istigando altri a commettere soprusi nei confronti dei compagni
postato da: Herta1971 alle ore 19:04 | link | commenti (7)
categorie: bambini, cronaca, pedofilia, maestro orco pedofilo

 

Pedofilia :

appello Interpol per individuare quest'uomo

 

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L'Interpol chiede la collaborazione dei cittadini per identificare un uomo ritratto in foto di abusi sessuali su bambini in una serie di immagini reperibili su Internet e recuperate dal computer di un condannato per pedofilia. Nome, nazionalita' e luogo di proveienza dell'uomo sono sconosciuti, mentre le fotografie che lo ritraggono si ritiene siano state prese nel Sud-Est asiatico e raffigurano abusi sessuali su almeno tre ragazzi di eta' compresa tra i 6 e i 10 anni. Le prime fote del l'uomo sono state originariamente scoperte dalla polizia in Norvegia nel marzo 2006.

Il segretario generale dell'Interpol, gen. Ronald K. Noble, ha spiegato che le polizie di tutto il mondo hanno fatto di tutto per trovare quest'uomo "che chiaramente rappresenta un pericolo per bambini piccoli, e ora stiamo chiedendo al pubblico di contribuire a individuare questo predatore e proteggere altre potenziali vittime di abusi. Quando abbiamo fatto un simile appello lo scorso anno, sono state le informazioni fornite dal pubblico che hanno contribuito a individuare e localizzare Christopher Paolo Neil, che e' ora in carcere con accuse di abusi du minori. Speriamo che la gente di tutto il mondo sappia di nuovo giocare un ruolo vitale nel rintracciare questo uomo che altrimenti potrebbero continuare ad abusare sessualmente di bambini piccoli".

Kristin Kvigne, Assistente del Direttore Interpol per la tratta degli esseri umani, ha sottolineato che vi sono state attente riflessioni prima di pubblicare le foto: "si trattava di una attenta considerazione sulla decisione di pubblicare questa seconda immagine di uomo in un appello pubblico. Nostro dovere di ufficiali di polizia giudiziaria e' quello di proteggere i bambini e riteniamo che questo appello, nome in codice Operazione IDent, ci aiuterà a farlo". Kvigne ha precisato che "Mentre queste immagini sono state scoperte solo due anni fa, riteniamo che le fotografie siano state scattate tra l'aprile 2000 e il maggio 2001, per cui e' chiaro che quest'uomo sara' piu' vecchio di quello che appare nelle immagini."

Chiunque abbia informazioni sull'identita' di quest'uomo e su dove si trovi attualmente e' invitato a contattare la polizia locale o il Segretariato generale dell'Interpol (fax (33) 4 72 44 71 63). L'Interpol mette in guardia dal prendere iniziative diverse da queste entrando in contatto diretto con il soggetto

 

 

postato da: Herta1971 alle ore 16:51 | link | commenti (3)
categorie: interpol, pedofilia

MAROCCO/ MAESTRO VIOLENTA 8 ALUNNE TRA CUI LA FIGLIA, ARRESTATO


A denunciarlo è stata la figlia. La moglie insegna stessa scuola
"l'insegnante è stato accusato di avere distrutto con la violenza l'integrità morale delle alunne", espressione giuridica per indicare che è stato commesso lo stupro. "A svelare le violenze praticate dall'uomo - scrive il giornale - è stata la figlia che è studentessa nella medesima scuola". La figlia avrebbe fornito tutti i dettagli degli abusi commessi dal padre su lei stessa e sulle sue compagne ed "alcune volte con compagni maschi".

Secondo informazioni raccolte da al Sabahiyeh, "il maestro convocava le studentesse della sua classe per obbligarle a pratiche sessuali". "Chi si rifiutava - dicono fonti del giornale - veniva picchiato dall'insegnate con un bastone".

La polizia sospetta che le vittime delle violenze "siano molte di più di quelle accertate". Dietro richiesta dei genitori, tutti gli studenti della classe sono stati sottoposti a perizie mediche per verificare "se hanno subito violenze sessuali".

 

postato da: Herta1971 alle ore 16:39 | link | commenti (2)
categorie: cronaca, pedofilia, pedofilia in famiglia
lunedì, 05 maggio 2008

GERMANIA:     MADRI ASSASSINE

In dicembre avevo fatto un post sul Natale di sangue per l’infanzia, in pochi giorni erano morti 8 angeli innocenti per mano delle “madri”.In Germania  l’incubo, l’orrore torna con altri 3 piccoli uccisi e congelati.

I tre corpicini sono stati rinvenuti
nella cantina di una casa a Olpe.
Fermata la madre delle vittime

FRANCOFORTE
I corpicini di tre bambini sono stati ritrovati in un congelatore di una cantina di una casa a Olpe, a sud di Dortmund, nella Germania occidentale. Lo ha annunciato la polizia del Land Renania-Westphalia del Nord.

Pochi i dettagli resi noti fino a questo momento sul macabro ritrovamento. Particolari non sono emersi sul responsabile, né sull’età dei piccoli e né sulle circostanze dei decessi. Non è la prima volta che notizie così raccapriccianti scuotono la Germania. Nel giro di giorni, lo scorso dicembre 2007, la polizia aveva scoperto otto, tra neonati e bambini, uccisi dalle loro madri.

Secondo la Procura di Siegen (Nord Reno-Westfalia, Ovest) sarebbe stata la madre a uccidere i tre piccoli. La donna, scrive la Dpa, è già stata arrestata. «Questo crimine è stato praticamente chiarito», ha detto un portavoce della Procura di Siegen. Tuttavia, rimangono ancora molti punti interrogativi. Anzitutto, non si conoscono ancora i motivi che hanno spinto la donna a uccidere i piccoli. Se da una parte, inoltre, sembra che i bebè fossero vivi quando sono nati, dall’altra non è chiaro quando sono stati uccisi.

Sempre secondo la Procura di Siegen, i piccoli sarebbero stati uccisi subito dopo la nascita, ma per conoscere con certezza il periodo in cui è avvenuto questo ennesimo caso di infanticidio in Germania bisognerà attendere i risultati delle autopsie. I cadaveri sono stati scoperti ieri sera ed erano chiusi in due buste di plastica. Prima di procedere con le autopsie, i corpi dovranno essere scongelati, secondo quanto ha spiegato la polizia.

postato da: Herta1971 alle ore 13:05 | link | commenti (2)
categorie: natale 2007, angeli in cielo, madri assassine
sabato, 03 maggio 2008

E' GIA PASSATO UN ANNO

Maddie: un anno dopo, solo dubbi

 

Madeleine

 

Maddie: un anno dopo, solo dubbi


La stampa lusitana ricorda la scomparsa della piccola inglese

(ANSA)- LISBONA, 2 MAG - Un anno dopo non c'e' ancora nessuna certezza nel caso della piccola Maddie, la bimba inglese scomparsa il 3 maggio del 2007 in Portogallo. E' l'amara constatazione che fa oggi la stampa lusitana. 'La triste verita' e' che, un anno dopo, sappiamo del caso McCann tanto quanto all'inizio', scrive il 'Diario de Noticias'. Per il Journal de Noticias 'la pista piu' accreditata e' quella della morte accidentale della bimba nell'appartamento di Praia da Luz, ma 'manca la prova decisiva: il cadavere'


Omicidio bimba scandalizza Brasile
Strangolata e poi gettata dal balcone

Una bimba di 5 anni strangolata per sette minuti e scaraventata dal sesto piano, con il sospetto che il terribile omicidio sia opera della matrigna e del padre naturale. Sono gli ingredienti di un caso di cronaca nera che sta sconvolgendo il Brasile, al punto che il presidente Inacio Lula da Silva a intervenuto per denunciare questo "crimine mostruoso" ma anche per chiedere di evitare "giudizi sommari".

La vicenda ricorda quella di Madeleine McCann, scomparsa in Portogallo nel maggio del 2007, perché anche in questo caso un orribile sospetto ricade sui genitori. Isabella Nardoni, questo il nome della piccola, fu trovata morta, lo scorso 29 marzo. Dopo un tentativo di soffocamento Isabella morì a seguito della caduta di 20 metri da una finestra del suo appartamento, alla periferia di San Paolo.

I sospetti degli inquirenti si concentrarono subito sul padre naturale della bambina, Alexandre Nardoni di 29 anni, e sulla matrigna ventiquattrenne, Ana Carolina Trotta. La versione del padre, secondo cui sarebbe stata uccisa in casa da un intruso mentre lui e sua moglie accompagnavano dal garage al loro appartamento gli altri due figli, nati entrambi dalla loro unione, non convince gli inquirenti.

Dopo aver raccolto oltre 60 testimonianze, la polizia brasiliana sospetta che a scaraventare Isabella dalla finestra sia stata la madre adottiva, con la complicita' del marito, dopo l'ennesimo litigio con la bambina. Il padre naturale e la matrigna sono anche stati arrestati il 2 aprile, ma sono stati rilasciati nove giorni dopo.

La polizia brasiliana ha persino bloccato il traffico aereo sulla zona abitata della piccola Isabella per verificare se l'eventuale lite che avrebbe scatenato il delitto sarebbe stata udibile dai vicini di casa di Isabella. Il padre e la matrigna hanno partecipato a una trasmissione-fiume per professare la loro innocenza. E intanto, nel Paese delle telenovelas, ogni giorno arrivano pullman di curiosi da ogni parte del Brasile per vedere la casa dell'orrore.


bambini schiavi
La Cina contro la schiavitu' e il lavoro infantile
Bambini schiavi: ora sono liberi.


La polizia cinese ha salvato bambini destinati a essere venduti alle fabbriche di Dongguan

Guangdong (Sud Cina), 2 mag.- Si tratta di bambini cha fanno parte della minoranza etnica Yi; provengono dalla poverissima provincia sud-occidentale di Sichuan. Tutti con accomunati da un drammatico destino ma, fortunatamente, concluso con un lieto fine.

Sono stati liberati 107 maschi e 60 femmine, in tutto 167 bambini ora con una luce di speranza. Poco prima erano in lista per essere venduti alle fabbriche di Dongguan nella provincia di Guangdong.

La polizia ha arrestato diverse persone. Il governo cinese, invece, ha dato inizio già dall'anno scorso ad una campagna nazionale contro la schiavitù e il lavoro infantile dato che si sono verificati diversi casi di bambini, disabili mentali e contadini in misere condizioni economiche, i quali venivano barbaramente sfruttati i miniere o fornaci.

venerdì, 02 maggio 2008

violenza"Violentata dal nonno e dal papà"

 

Un incubo vissuto due volte. È una vicenda da brivido quella denunciata da una giovane della Valsugana che, oltre agli abusi del padre - già condannato - ha raccontato di essere stata vittima di molestie anche da parte del nonno 
 
 Un incubo vissuto due volte. Violenze inflitte da persone che avrebbero dovuto proteggerla ed amarla. È una vicenda da brivido quella denunciata da una giovane della Valsugana che, oltre agli abusi del padre - già condannato - ha raccontato di essere stata vittima di molestie anche da parte del nonno. Nel 2002 la ragazza, che all'epoca dei fatti era una adolescente, trovò il coraggio di confidare ad un'amica di essere stata vittima di attenzioni morbose ed abusi sessuali da parte del papà. Il racconto delle violenze venne quindi ripetuto anche agli inquirenti che ritennero credibile quanto denunciato. A suffragare quel racconto anche un diario molto dettagliato, nel quale l'adolescente aveva annotato l'orrore vissuto. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Alessandra Liverani, erano state rapide, anche perché le prove a carico dell'uomo erano schiaccianti. Alla fine il padre aveva ammesso gran parte della sua responsabilità, spiegando che non sapeva che cosa gli fosse successo. E così l'uomo era stato condannato in rito abbreviato per la violenza sessuale sulla figlia. Lo scorso anno, però, quella ferita si è riaperta. La giovane si è nuovamente presentata agli inquirenti, raccontando che quelle subite dal padre non erano le uniche violenze vissute. «Anche il nonno ha abusato di me». Una denuncia che, se confermata, sarebbe a dire poco agghiacciante. Secondo quanto riferito dalla giovane gli abusi sarebbero avvenuti sempre durante l'adolescenza. In particolare, in occasione di una trasferta in automobile fuori regione per motivi di lavoro, il nonno avrebbe approfittato di lei. Alla luce della nuova denuncia il pm Liverani, titolare dell'inchiesta, ha avviato nuovi accertamenti, al termine dei quali ha però deciso di chiedere l'archiviazione. Il racconto della ragazza, in sostanza, non sarebbe ritenuta credibile e non sarebbero emersi elementi certi in ordine alla responsabilità del parente. Le perplessità maggiori degli inquirenti sono legati proprio al fatto che, benché sentita più volte in occasione della prima denuncia, non avesse mai riferito di avere subito violenze anche da parte del nonno. La vittima ha spiegato di non avere avuto il coraggio di denunciare anche il nonno perché aveva molta più paura di lui che non del padre. Per questo avrebbe deciso di raccontare anche di questi abusi solo alcuni anni dopo la prima denuncia. La richiesta di archiviazione è stata però respinta dal gip Marco La Ganga: sulla decisione del giudice potrebbe avere pesato proprio il fatto che in una prima occasione la drammatica denuncia della ragazza era risultata fondata ed aveva trovato riscontri precisi durante le indagini. Non sarebbero inoltre emersi elementi di rancore o dissidi tali, tra la giovane ed il parente, da motivare una accusa tanto infamante. Il caso sarà discusso il prossimo 10 giugno: all'udienza saranno presenti, oltre al pm e al difensore (forse anche la parte civile), il gip La Ganga, che potrebbe disporre nuove indagini per accertare se davvero la povera ragazza abbia dovuto subire le morbose attenzioni anche del nonno.
 

"Abusava di me e nessuno sapeva" 


 

TRENTO :

Accusato di abusi sulla nipote si uccide in carcere

 
Anna (il nome è di fantasia) è la ragazza ventenne che ha denunciato lo zio che aveva abusato di lei quando aveva sette anni e che poi, a distanza di anni, si era rifatto vivo con dei messaggi ricattatori. Arrestato dopo un'indagine lampo durante la quale sono state raccolte prove schiaccianti, l'uomo si è suicidato
Però credo che denunciare sia stata la cosa giusta. Ora mi sento più coraggiosa. Possibile che quando era piccola nessuno si sia accorto di niente e lei non abbia lanciato alcun messaggio di aiuto? Io sono cresciuta con una doppia maschera. Davanti posso far vedere una cosa e dietro essere disperata. Di certo per le violenze subite ho pianto tanto. Come è ora il suo rapporto con gli uomini? Le fanno paura? Quelli più vecchi di me, i cinquantenni, quelli che si avvicinano all'età di mio zio che di anni ne aveva 62, mi fanno una certa impressione. Ci parlo, ma cerco di mantenere una certa distanza. Con i ragazzi della mia età è diverso. Credo che loro certe cose non le facciano, anche se si sente in giro di tutto. È andata al funerale di suo zio? No, non mi sembrava il caso. Ho pensato prima lo denuncio e poi vado a salutarlo per l'ultima volta? E comunque nemmeno gli altri miei stretti familiari sono andati. Tutti gli altri parenti però sì. Quello che mi è sembrato strano è che nessuno, a parte due cugine, si sia fatto vivo con me. Sembra quasi che non credano a quello che ho denunciato. Mia zia, poi, mi fa pena. Alcuni dicono che lei forse sapeva. Io non ci credo e comunque quando mio zio è stato arrestato nell'andarsene lui stesso ha fatto delle ammissioni con lei. Ora mia zia vuole vedere, attraverso l'avvocato, le prove che la polizia ha in mano. Evidentemente ancora non riesce a capacitarsi. Quanto a mio zio, credo che lui abbia scelto la strada più facile. Ora non deve più rispondere a nessuno domanda.

Come si può non credere, come può un bimbo inventare cose così orribili? Un BIMBO NON le inventa  perchè non sà mentire, non conosce la malizia e la meschinità degli adulti.

UN BIMBO E' UN BIMBO NON UN ADULTO



 

postato da: Herta1971 alle ore 16:19 | link | commenti (2)
categorie: pedofilia, cronaca del trentino, pedofilia in famiglia