Solo la virtù concede un buon Karma e la più grande virtù è la compassione. Budda. NON PER I PEDOFILI
BIMBA TEDESCA MORTA DI FAME E DI SETE 22/11/07
E' morta di fame e di sete dopo mesi di sofferenze Lea-Sophie, la bambina di cinque anni ricoverata martedì sera all'ospedale di Schwerin, nel capoluogo del Meclemburgo-Prepomerania, dove è spirata poco dopo il suo arrivo. L'autopsia non ha rivelato segni di violenza sul corpo della piccola, che pesava solo 7,4 chili; di norma una bimba della sua età ne pesa 20. Chiesto l'arresto per omicidio dei genitori, lei 23 lui 26 anni, disoccupati e sussidiati. Il loro secondo figlio di due mesi è stato dato ora in affidamento. I due avevano trovato la figlia svenuta al rientro da una passeggiata
Come può una madre non amare la propria figlia che ha tenuto per ben 9 mesi nel suo grenbo.Lìha sentita muoversi,calciare crescere dentro di lei.
Come si può lasciare morire un angelo il tuo angelo.Vederlo e lasciarlo morire giorno dopo giorno.
L’istinto materno dove è andato a finire.
Gli animali uccidono per nutrirsi o se si sentono in pericolo
L’uomo uccide perché gode nel veder soffrire la propria vittima,per un senso di potere.
Tutto questo fa veramente schifo e paura perché non si sa dove porterà.
Oggi ho preparato il letto della morte.E' gia il 2. Il primo mia nonna un mese dopo la nascita della mia seconda figlia ed ora mio padre.
Speravo che fosse molto più tardi è ancora giovane e speravo che potessimo stare un po' tutti assieme e recuperare 1 minimo di tempo perso purtroppo a causa del suo lavoro . Tanti sacrifici per la famiglia,ha perso tutte le tappe più importanti di noi figli,non ha visto i primi passi,i primi dentini,le malattie e tutte quelle fasi importanti.
Sono stanca,molto stanca, sempre e solo dolore.Poi in questi casi l'impotenza ti distrugge fisicamente e psicologicamente.E' angosciante vedere un tuo caro o 1 persona qualsiasi soffrire e non poter fare niente.
La situazione peggiora di giorno in giorno,si spera che almeno possano fare la radio per il dolore per il resto prego il Signore che abbia misericordia e se lo prenda.
Sono cinica,ma sono pure arrivata a dire la vita di lui per quella di un angelo.Che razza di figlia.
COMUNICATO STAMPA
DON MARIO NEVA RINVIATO A GIUDIZIO PER DIFFAMAZIONE
È stato rinviato a giudizio Don Mario Neva: il processo si svolgerà il prossimo 18 aprile 2008.
La denuncia per diffamazione fu depositata due anni fa dall’associazione Prometeo, presieduta da Massimiliano Frassi, per i feroci attacchi che il sacerdote bresciano aveva mosso loro.
Il legale di Don Neva, l’avv. Loiacono, ha chiesto il rito abbreviato.
La figura di Don Neva fu molto discussa dato che organizzò una marcia e degli stand di raccolta firme per alcune persone coinvolte nell’inchiesta sui casi di abuso nelle scuole materne bresciane.
Lo stesso sacerdote attaccò duramente i genitori parlando, per primo di “contagio” tra gli stessi.
Pubblico un post, che mi ha colpito molto, dal Blog di Beppe Grillo:
"Caro Beppe,
mi chiamo Ida, ho 36 anni. Scrivo questa lettera per chiedere una cosa molto semplice: attenzione da parte dello Stato in cui vivo e del Governo che voto. Attenzione in nome delle leggi che rispetto e delle tasse che pago. Con questa lettera non voglio commuovere qualcuno, perchè non ho bisogno di compassione. Voglio una risposta a dei "perché". Per quanto banale possa apparire, io sono nata in una famiglia umile, ma di sani principi. Mia madre operaia, mio padre decoratore. Ma non mi hanno mai fatto mancare nulla, né a me, né ai miei fratelli, educandoci con i valori di rispetto e correttezza. Decisi presto di interrompere gli studi per aiutare il bilancio della mia famiglia, trovando un lavoro. Per anni ho lavorato ed infine mi sono sposata con l'uomo che nel 2000 mi ha donato la luce dei miei occhi, mia figlia Kristal.
Diventando mamma realizzo il mio sogno più grande, credendo di non poter chiedere di più a Dio.Quando Kristal compie 18 mesi io e mio marito la portiamo in ospedale perché ancora non cammina. Non lo sapevo, ma quel giorno mi sarebbe caduto il mondo addosso. Il responso dei medici fu "tumore alla testa in fossa posteriore con conseguenza di idrocefalia", ovvero accumulo anomalo di fluido cerebrospinale nel cervello.
Fu il giorno più terribile della mia vita.Per due anni io e Kristal vivemmo ininterrottamente in ospedale. In quel periodo di tempo la mia piccola ha subito sei interventi. Questi interventi riescono a bloccare momentaneamente la crescita del tumore ed innestano internamente quello che si chiama "shunt", o per meglio dire una valvolva che aiuta lo spurgo - per via intestinale - del liquido che ristagna a causa del tumore.
All'inizio non è stato facile accettare la sentenza, ma col tempo ho imparato. Ho imparato ad alleviare la sofferenza di mia figlia e la mia, ho abbandonato tutto quello che mi circondava. Purtroppo così facendo ho perso il lavoro e ho perso anche mio marito.
Oggi Kristal ha sette anni. Ha subito altri interventi senza esito positivo e pur avendo un dottore che reputo formidabile, lei cammina appoggiandosi con la mano. Non pattina, non corre, non riesce a mantenere l'equilibrio, non va in bagno autonomamente ed ha due maestre di sostegno. Tutto questo non le permette di vivere una vita normale, come quella dei bambini della sua età. Stiamo crescendo da sole, con problemi continui.Lo Stato, il nostro Stato, mi penalizza, perché a 36 anni la società di cui esso è responsabile non mi permette di rientrare - e sottolineo rientrare - nel mondo del lavoro. Oltre al problema della mia età, vengo rifiutata perché sono tutelata dalla legge 104, essendo mia figlia diversamente abile al 100%.
Qualche tempo fa un lavoro l'avevo trovato, come commessa di supermercato.Al momento in cui compilavo i moduli necessari all'assunzione, ho dovuto dichiarare che avevo a carico una bimba inabile e dal quel momento in poi hanno inventato tutta una serie di storie per non assumermi più e alla fine mi hanno lasciato a casa
Con le 450 euro mensili che prende di accompagnamento, lo Stato, il nostro Stato, mi dice che dobbiamo vivere.Io ho fatto di tutto per trovare lavoro, mi sono iscritta a tutte le agenzie interinali, tutti i siti che offrono lavoro, ho bussato a tutte le porte del mio paese, parlando con tutte le istituzioni e ricevendo sempre false promesse.
Guardo il mio angelo, sorrido e le dico che mamma, prima o poi, li realizzerà i suoi desideri. Anche a costo di andare fino a Roma incatenata, perché tra poco non mi resterà altro da fare.
Io chiedo perché tutto questo accade in un Paese evoluto come il nostro. Perché questo Stato che spreca ovunque, mi lascia in queste condizioni. Perché questo grido di dolore diventa un sussurro alle orecchie delle autorità. Perché i deboli, i bambini, vengono abbandonati dal Paese in cui sono nati.
Io chiedo di potere lavorare. Io chiedo semplicemente di potere aiutare mia figlia, di poter farle vivere quei sogni che da troppo tempo sono costretta a negarle.
Mi auguro solo che ci sia qualcuno, da qualche parte, che riesca a sentire questo mio grido disperato, di una mamma che vuole aiutare la propria figlia." Ida e Kristal
Chi vuole offrire un lavoro a Ida lasci i suoi riferimenti in un commento al post sul sito www.beppegrillo.it
Chi vuole contribuire con una donazione lo può fare con:
Causale: Ida e Kristal
Conto bancario intestato a Beppe Grillo
ABI 05018
CAB 12100
c/c 116276
Swift: CCRTIT2T84A
Iban: IT35B0501812100000000116276
CIN B
BANCA POPOLARE ETICA
Tratta dal libro di Maria Rita Parsi LE MANI SUI BAMBINI
I passerotti
non fanno rumore.
Essi abitano l'aria
con un leggero battere d'ali.
Essi aspirano al nido
al conforto del cibo
e del calore.
Hanno morbide piume
come morbido è il cuore
che scandisce
nel loro petto
il tempo del vivere.
Hanno voci
così sottili ed incerte
che il silenzio
può contenerle
e quando piangono
lasciano tracce di luce
negli arcobaleni
e nel vento.
Non fategli male.
La loro anima
è l'anima del mondo.
Maria
(Da i quaderni delle bambine)
E' molto importante che tutti leggiate l'aiuto disperato della mamma a cui sono state portate vie le 2 figlie piccole per lasciarle in pasto ai lupi (il padre e il nonno).Nonostante le continue evidenze degli abusi questi 2 angeli purtroppo sono lontani da chi veramente li ama ,le leggi non li tutelano e impediscono alla madre di proteggerle,amarla e dare quella serenità che meritano.
La storia la trovate sotto
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=2&ip=3&iv=3&im=198
http://massimilianofrassi.splinder.com/
Dopo se volete firmate la petizione perchè sia fatto qualcosa....http://www.petitiononline.com/mariapia/petition.html
Grazie a tutti
...uno scandalo di nome Panaf
Avete un bimbo un po' fastidioso e pochi soldi per blandirlo a colpi di cioccolate e suonerie per telefonini ?
Vendetelo in Nigeria e rifatevi una vita. Tutto perfettamente legale. E non crediate di essere dei mostri. Se volete eccedere c'è anche la possibilità di mandare il piccolo rompiscatole in vacanza in Mozambico, dove ve lo squartano, ne vendono i pezzi di ricambio e vi pagano la vostra percentuale su una banca di vostro piacimento. Esentasse. Già vi vedo con gli occhi increduli: ma che dice sto scemo ?
Se non mi credete telefonate allo 001-770-4399809. Risponde il Panaf Nite Club di Doraville, in Georgia (Stati Uniti). L'addetto allo smistamento si chiama Ugo Onyemaobi, ed è uno che non scherza, abituato a scelte impopolari. È lui, novello Salomone, a decidere sulla sorte dei pargoli: chi è carino, a prescindere dal sesso, viene affidato ad intermediari per pedofili russi ed arabi. Chi è bruttino, a prescindere dal sesso, è destinato alle guerre d'Africa, alle miniere di diamanti o alla schiavitù in Arabia Saudita. Il Panaf è collegato con una potente organizzazione di nigeriani e liberiani che prospera nelle città di Doraville, Marietta, Stone Mountain e Peachtree City - bei nomi pieni di dolcezza in una terra diretta col pugno di titanio da estremisti cattolici di tutte le razze, divisi in sette apocalittiche da far rabbrividire un mujaheddin.
Le ditte che si occupano della “trasposizione della massa lavoratrice” si trovano soprattutto in Africa: in Nigeria e Liberia, ma anche in Senegal, in Guinea, in Ghana, in Sierra Leone, in Libia. A coordinarle ci sono due gentiluomini d'altri tempi: Eugene Opara (proprietario del Panaf, referente dello stato federato nigeriano di Imo per gli Stati Uniti d'America e segretario particolare dell'ex dittatore liberiano Charles G. Taylor) e Foday Saybana Sankoh, generalissimo del RUF (Revolutionary Unity Front, un'esercito mercenario che difende i comuni interessi libici, americani e russi nei campi di diamanti disseminati tra la Sierra Leone e la Liberia), che abita in una suite all'Hotel Deux Fevrier a Lomè, la capitale del Togo. Potete vendere i vostri scavezzacolli senza preoccupazioni legali. Se volete eccedere in prudenza, dopo averli consegnati, potete denunciarne la scomparsa all'assicurazione ed alla polizia.
Dato che l'Unione Europea non ha ancora reso obbligatori i chips elettronici iniettati nel collo (ci sono, li fanno una società legata alla famiglia Bin Laden ed una società tedesca fondata dal regime nazista nel 1933), nessuno potrà mai rintracciare il minore. Se sopravvive, avrà imparato una severa lezione sulla vita, le buone maniere, molta disciplina, ed avrà un mestiere sicuro per il futuro.
Se ci sono società italiane che aiutano ? Capisco, certo, non siete molto familiari con le lingue straniere... Non è il caso di farne una malattia. A prescindere dal fatto che molti impiegati libici parlano fluentemente l'italiano, c'è una societuccia somala che appoggerebbe l'organizzazione di questi soggiorni di studio per bimbi che rompono. La gestisce a Mogadiscio un cugino di Said Omar Mugne - un vecchio amico di Bettino Craxi, da lui e dai suoi incaricato di portare la pace (a cannonate) e la prosperità (seppellendo materiali radioattivi nelle campagne somale) dell'ex colonia italiana. Non per altro, ma non vorremmo che Berlusconi o chi per lui ci accusino di non aver tenuto conto come si deve, nel pubblicizzare un mercato che cresce, il Made in Italy. Chiedetelo al suo amico Beretta (leggi articolo), che secondo la procura della Repubblica di Brescia rifornirebbe (involontariamente) Al Qaeda in Iraq con le pistole dismesse dai servizi segreti italiani.
Autore: Paolo Fusi
Fonte: tratto dal mensile “Valori”, nr. 38 aprile 2006
Questo articolo è stato anche publicato dal prestigioso periodico “disinformazione.it”.
Chiedo subito perdono a tutti però si sta avvicinando Natale e come sempre ci tartasano con i loro spot del ......(non voglio essere volgare).A Natale tutti dovrenmmo essere più buoni e gia questo mi sa della presa per il .... o lo sei o non lo sei.Ogni anno mi viene il voltastomaco.Giri in geegle e cerchi bimbi sfruttati ti passa la voglia di pensare a Natale perchè mi sembra di fare 1 torto,poi leggi i dati e penso a quanti anni sono che parlano di questi inferni e invece di diminuire aumentano.Io un idea me la sono fatta e credo anche voi.Quindi siccome sto veramente da cani con oggi tartasso il mio blog delle angoscie,dolori,paure,tradimenti ecc degli angeli.
a cura dell'Unicef
È difficile immaginare un ostacolo più grande di quello rappresentato dal commercio sessuale di bambini nel cammino verso la realizzazione dei diritti umani. Eppure la tratta dei bambini è solo un elemento del problema ancor più diffuso e profondamente radicato degli abusi sessuali. Milioni di bambini in tutto il mondo sono sfruttati per il sesso a pagamento. Comprati e venduti come un qualsiasi bene, fatti oggetto di commercio all'interno e al di fuori dei confini nazionali, gettati in situazioni quali i matrimoni forzati, la prostituzione e la pornografia infantile. Molti di loro subiscono danni profondi e talvolta permanenti. Il normale sviluppo fisico ed emotivo viene compromesso, come pure l'autostima e la fiducia. Alla stragrande maggioranza viene anche negato il diritto all'istruzione come pure il minimo momento di divertimento e gioco", con queste parole il Direttore dell'UNICEF Carol Bellamy ha lanciato il Rapporto sullo sfruttamento sessuale dei bambini" pochi giorni prima dall'apertura del secondo Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, che si svolgerà a Yokohama tra il 17 e il 20 dicembre, organizzato dal governo del Giappone, UNICEF, ECPAT International e il Comitato Ong (per la Convenzione) sui diritti dell'infanzia.
In tutto il mondo si va generalizzando la consapevolezza che questi affronti ai diritti dei bambini sono assolutamente intollerabili- ha proseguito Bellamy - "Tolleranza zero significa mettere fine alla tratta dei bambini, alla loro vendita, imprigionamento e tortura. Significa eliminare ogni orribile aspetto dello sfruttamento sessuale commerciale dei bambini. Secondo la Convenzione sui diritti dell'infanzia del 1989, ratificata da 191 paesi, i bambini hanno il diritto di essere protetti da ogni forma di sfruttamento sessuale e di abuso. Nell'ottobre 2001 il mondo ha compiuto un altro passo verso il rispetto di tale diritto con la decima ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell'infanzia sulla vendita di bambini, la prostituzione e la pornografia infantili. Questa ratifica significa che il Protocollo diventerà uno strumento legalmente vincolante nel gennaio 2002 e che gli Stati firmatari saranno obbligati a mettere in vigore leggi basate sui suoi standard. Ora - in vista del congresso di Yokohama - spetta a tutti noi - governi, organi legislativi, organizzazioni internazionali e società civile a tutti livelli - fare in modo che si accordi all'eliminazione dello sfruttamento sessuale e degli abusi la stessa massima priorità, cui facciano seguito azioni nazionali adeguate. I bambini del mondo non meritano nulla di meno".
Il commercio sessuale è un'industria da molti miliardi di dollari, fondata sull'avidità e che prospera a scapito delle persone più deboli. Con freddezza e calcolo si punta ai bambini per la loro facilità di scambio e il loro valore monetario. In molti paesi, l'industria del sesso alimenta l'espansione dell'industria turistica ed è una consistente fonte di guadagni in valuta estera. Uno studio sull'economia illegale in Thailandia, per esempio, ha rivelato che dal 1993 al 1995 la prostituzione ha rappresentato dal 10 al 14% del prodotto interno lordo (PIL). Si calcola che un terzo delle donne thailandesi coinvolte nella prostituzione siano minorenni.
Lo sfruttamento sessuale a scopo di lucro dei bambini assume molte forme e ha molte facce. I bambini sono obbligati alla schiavitù da una catena di persone, ognuna delle quali trae un qualche profitto da questa attività. Questa catena, che lega il bambino all'uomo che ne abusa, il quale talvolta vive a migliaia di chilometri di distanza, può essere lunga e passa per intermediari quali gli adescatori, i trasportatori, i proprietari di bordelli e i ruffiani.
Il Rapporto dell'UNICEF, che è anche un tributo al coraggio di molti bambini che sono stati colpiti da questo commercio disumano, riporta le commoventi parole dei bambini stessi insieme con le opinioni appassionate e competenti di personalità illustri e autorità. Nel Rapporto vengono anche descritte le nuove misure legislative che stanno contribuendo a proteggere i bambini, come pure il coraggio e la dedizione di coloro che lavorano in prima linea per arrestare questa forma di violenza contro i bambini.
Ciò che emerge dal Rapporto è il senso della complessità e dell'ampiezza del problema e i vari fattori che alimentano sia la domanda che l'offerta di bambini. Il fatto di aver subito abusi sessuali innalza il rischio che un bambino venga trascinato nel commercio sessuale; la povertà, la discriminazione sessuale, i problemi familiari, i conflitti e l'instabilità politica creano situazioni in cui i bambini, e le bambine in particolar modo, divengono facilmente delle vittime.
Emerge anche una conclusione incontrovertibile: l'istruzione è fondamentale. Essa dà ai bambini le capacità necessarie per proteggersi dagli abusi nonché le conoscenze utili per cambiare e migliorare le loro vite. In senso più ampio, l'istruzione è la chiave per eliminare gli abusi sessuali e lo sfruttamento dei bambini. Le scuole devono educare i bambini a riconoscere ed evitare le situazioni ad alto rischio. Inoltre, le società devono essere disposte a riconoscere e prendere iniziative contro lo sfruttamento dei loro bambini. Passi avanti sono stati compiuti in Albania, nella Repubblica Dominicana, in Kenya, in Cambogia.
L'istruzione e una maggiore presa di coscienza fanno emergere la realtà degli abusi sessuali e dello sfruttamento dei bambini. Le forze che perpetuano gli abusi sessuali e lo sfruttamento dei bambini sono molte e potenti: il crimine organizzato, la povertà e la disgregazione sociale, l'avidità, le tradizioni e le credenze, la vergogna, la negazione e la crescita del mercato della droga.
Sfruttamento sessuale a scopo di lucro- Fatti e cifre
Dal momento che lo sfruttamento sessuale dei bambini a scopo di lucro è in gran parte nascosto, è spesso difficile raccogliere dati precisi. Inoltre, la definizione della prostituzione infantile e dello sfruttamento sessuale varia a seconda degli studi. Alcune stime includono bambini di strada che possono vendere sesso se qualcuno gli fa un'offerta, altre includono solo bambini che lavorano in bordelli o saloni di massaggio, dove molti sono tenuti in uno stato che non ha niente di diverso dalla schiavitù. Anche se incompleti, i dati evidenziano un problema complesso.
Non ci sono cifre adeguatamente documentate sul numero di bambini che sono sfruttati sessualmente a scopo commerciale. La natura clandestina dell'industria internazionale del sesso ha reso impossibile andare oltre le stime approssimative, ma l'UNICEF valuta che circa un milione di bambini ogni anno viene introdotto nel commercio sessuale.
- Asia Watch, un'organizzazione non governativa (Ong), ha riportato che 50.000 ragazze nepalesi sono state vendute e mandate in India per essere costrette a lavorare nei bordelli di Bombay.
- nella Repubblica Dominicana si calcola che 25.000 bambini siano lavoratori del sesso.
- Nell'Africa occidentale sono circa 35.000 i bambini lavoratori del sesso.
- In Lituania si ritiene che un numero oscillante fra il 20 e il 50% delle prostitute sia costituito da minorenni. È noto che bambine appena undicenni lavorano come prostitute nei bordelli e che bambini provenienti da istituti, alcuni fra i 10 e i 12 anni, sono stati utilizzati per girare film pornografici.
- In Cambogia un sondaggio condotto dalla Vigilanza sui diritti umani (Human Rights Vigilance) su 6.110 persone intervistate, coinvolte nella prostituzione, nella città di Phnom Penh e in undici province ha riscontrato che il 31% degli intervistati erano bambine e bambini fra i 12 e i 17 anni.
- Il vincolo del debito è spesso il modo in cui le ragazze vengono forzate alla prostituzione in molti paesi asiatici, fra cui India, Myanmar, Nepal, Pakistan e Thailandia. Le ragazze devono lavorare per restituire il denaro preso in prestito dai genitori o da un tutore e non possono smettere di prostituirsi finché il debito non sia stato completamente estinto.
- Uno studio condotto negli Stati Uniti ha rivelato che su cinque bambini che navigano regolarmente su Internet uno viene avvicinato da sconosciuti a scopo sessuale. Un altro studio ha rivelato che ogni anno circa 104.000 sono bambini vittime di abusi sessuali.
- In Thailandia si stima che una cifra intorno ai 300 milioni di dollari venga trasferita ogni anno dalle città alle aree rurali da donne che si prostituiscono.
- Uno studio pakistano ha rilevato, basandosi solo su casi denunciati, che in Pakistan ogni tre ore ha luogo uno stupro che coinvolge una donna o un bambino.
- Una ricerca condotta su studenti di liceo e universitari in Sri Lanka ha rivelato che il 12% delle ragazze, e un numero ancora maggiore di ragazzi (il 20%) ha affermato di aver subito abusi sessuali durante l'infanzia. Le ragazze hanno evitato di dire agli intervistatori in che relazione erano con chi ha commesso l'abuso. I ragazzi più spesso hanno detto che si è trattato di un familiare.
- Nell'Europa sudorientale la tratta di donne e bambini segue spesso le stesse vie usate per il traffico di droga e armi.
- Secondo un'indagine della rivista India Today, in India ci sono fra 400.000 e 500.000 prostitute bambine.
- In Messico uno studio condotto su sei città (Acapulco, Cancún, Ciudad Juarez, Guadalajara, Tapachula e Tijuana) stima che in totale siano 4.600 i bambini sfruttati sessualmente in queste città. A livello nazionale, si ritiene che i bambini sfruttati siano circa 16.000.
- Dal 1996 al 1998, circa il 40% degli stupri e dei tentativi di stupro denunciati in Sudafrica ha avuto per oggetto ragazze fino a 17 anni. Il 20% delle giovani donne intervistate nel distretto meridionale di Johannesburg ha raccontato di aver subito un episodio di abuso sessuale entro i 18 anni.
Abusi sessuali - un segreto vergognoso
Gli abusi sessuali sono la forma di violenza sui bambini più nascosta e meno denunciata. E i bambini che hanno subito abusi sessuali sono a più alto rischio di essere trascinati nel commercio sessuale.
I bambini che hanno subito abusi sono un bersaglio privilegiato per gli sfruttatori. Uno studio del 1999 finanziato dall'UNICEF sullo sfruttamento sessuale in Costa Rica ha rilevato che l'83% dei ragazzi e quasi il 79% delle ragazze intervistati ha dichiarato di aver subito abusi sessuali prima dei 12 anni. Sul totale della popolazione studiata, il 48% era stato coinvolto nell'attività sessuale commerciale a circa 12 anni o anche prima. Quasi il 60% del campione ha detto di bere alcol e fumare crack giornalmente. Quasi il 55% ha dichiarato di fare uso giornaliero di marijuana, il 53% di farmaci e circa il 20% di sniffare colla.
La maggior parte degli abusi sessuali sui bambini non arriva mai all'attenzione delle autorità governative. L'imposizione di mantenere il segreto e il forte senso di vergogna possono impedire che i bambini - e gli adulti al corrente degli abusi - cerchino aiuto. Gli studi esistenti presentano un quadro allarmante: una ricerca condotta su studenti di liceo e universitari nello Sri Lanka ha rivelato che il 12% delle ragazze e il 20% dei ragazzi dicono di aver subito abusi sessuali da bambini; in uno studio eseguito a Kingston (Giamaica), è stato riportato che su 450 scolari fra i 13 e i 14 anni, il 13% aveva subito un tentativo di stupro. Negli Stati Uniti uno studio nazionale sui ragazzi fuggiti di casa o senzatetto ha rilevato che il 17% di questi ultimi era stato costretto ad attività sessuale contro la propria volontà da un membro della famiglia.
E i ragazzi?
Se ne parla raramente, ma anche i maschi sono esposti allo sfruttamento sessuale a fini commerciali. Anche se sono principalmente le bambine a essere sfruttate in locali organizzati, bordelli o case, i ragazzi passano il tempo da soli o in piccoli gruppi e vengono adescati nelle strade, nei parchi, nelle piazze e sulle spiagge.
I circa 20.000/30.000 minori che si prostituiscono in Sri Lanka sono principalmente maschi. I pedofili possono organizzarsi dall'Europa in modo da avere uno o più ragazzi pronti al loro arrivo. Nella Repubblica Dominicana ragazzi giovani, noti come "Sanky Panky", vanno con i turisti stranieri sulle spiagge di Boca Chica e Sousa; alcuni stringono relazioni che durano anni. Questi ragazzi di spiaggia, a volte appena tredicenni, divengono partner abituali di un turista sessuale durante la settimana annuale di vacanza di quest'ultimo. Ad Haiti l'industria turistica prevede ormai da anni relazioni sessuali fra ragazzi locali e turisti provenienti dagli Stati Uniti e dall'Europa. A Praga la prostituzione dei giovani è ben organizzata. Questi ragazzi sono in maggioranza compresi fra i 14 e i 20 anni, provengono da famiglie con problemi e sono scappati dalle loro case e dai loro villaggi in cerca di facili guadagni. In città come Alessandria, Marrakesh e Tunisi gli sfruttatori, spesso turisti, provengono dalla stessa nazione, da altre nazioni limitrofe, o dall'Europa. I giovani maschi sono particolarmente ricercati. L'FBI stima che più del 50% di tutto il materiale pornografico infantile sequestrato negli Stati Uniti rappresenti ragazzi.
I ragazzi sono anche vittime di violenze e abusi sessuali. In Africa i giovani vengono spesso reclutati nelle forze armate non solo per combattere, ma anche per essere sfruttati sessualmente dai soldati. In Bosnia e in Erzegovina, durante il conflitto, i maschi venivano costretti a commettere atrocità sessuali gli uni contro gli altri. Per i bambini è particolarmente difficile rivelare simili abusi. Se l'abuso è stato commesso da una donna, il bambino può non denunciarlo perché in molte culture le esperienze sessuali sono un modo per dimostrare la propria virilità. Gli ideali di mascolinità vogliono che nessun uomo opponga mai resistenza a un rapporto. Il ragazzo può non ammettere, perfino con se stesso, di essere stato violentato. Se l'abuso è commesso da un maschio, un ragazzo potrebbe temere di essere ritenuto omosessuale, un argomento tabù in molte culture.
Matrimonio precoce: una tradizione dannosa
Sebbene l'età minima legale per sposarsi sia cresciuta in tutti i paesi del mondo, spesso le tradizioni hanno la precedenza sulle nuove leggi. Per esempio, in Nepal - dove l'età media per il primo matrimonio è di 19 anni - il 7% delle ragazze si sposa prima di raggiungere i 10 anni e il 40% prima dei 15. In Niger, Afghanistan e Bangladesh, rispettivamente il 70%, 54% e 51% delle ragazze si sposa prima dei 18 anni. Spesso lo sposo è un lontano parente; alcuni hanno il doppio o il triplo dell'età della sposa. Molte adolescenti che partoriscono lo fanno senza frequentare corsi pre-parto e senza l'aiuto di un'ostetrica professionista. Ogni anno moltissime di esse, circa 60.000, muoiono a causa di complicazioni del parto o per pratiche abortive pericolose.
Nei matrimoni con bambine gli abusi sono comuni. Uno studio del 2000 ha riscontrato che in Giordania il 26% dei casi denunciati di violenza domestica erano stati commessi contro donne minori di 18 anni. Le bambine che scelgono di scappare per disperazione, o che scelgono uno sposo contro la volontà dei genitori, possono essere punite o addirittura uccise dalle famiglie.
La tratta
Il rapporto UNICEF parla anche del flagello della tratta dei bambini e delle bambine e riporta una stima di fonte inedita: la CIA stima che ogni anno vengano avviati illegalmente verso gli Stati Uniti da 45.000 a 50.000 donne e bambini, legati all'industria del sesso, o destinati a fabbriche e ad altri lavori in condizioni disumane.
Attivisti delle Ong stimano che ogni anno i trafficanti conducano in India dalle 10.000 alle 15.000 donne e bambine provenienti dal Bangladesh. Nonostante questo paese abbia una delle legislazioni più rigide contro la tratta: la Legge sulla prevenzione dell'oppressione di donne e bambini, promulgata nel 2000 in Bangladesh, rende la tratta di bambini punibile con l'ergastolo o la morte. Eppure, nonostante la presenza di una legge simile, il traffico di donne e bambini dal Bangladesh verso l'India, il Pakistan e i paesi del Medio Oriente rimane un problema enorme, con poche azioni legali intraprese per questo tipo di reati.
Sebbene negli ultimi anni il tema della tratta di bambini sia stato messo in luce e diverse siano state le risposte legislative da parte di diversi stati e della comunità internazionale per combattere questo crimine, il problema appare ancora lontano dall'essere risolto.
La tratta di bambini dall'Albania
Dalla caduta del comunismo nel 1991 l'Albania è divenuta uno dei principali paesi che alimentano la tratta di bambini negli Stati europei vicini. I trafficanti controllano i bambini costantemente, di solito raccogliendo i loro guadagni, sebbene talvolta inviino denaro a casa ai genitori. I bambini fra i 4 e i 7 anni sono particolarmente valutati, perché sono quelli che riescono a raccogliere più denaro. E i trafficanti arrivano anche ad "affittare" neonati per le mendicanti. Si calcola che almeno 3.000 bambini albanesi siano stati portati in Grecia e in Italia per chiedere l'elemosina.
La povertà, l'ignoranza e la condizione di inferiorità delle donne sono alla base della tratta. Con un PNL pro capite di 870 dollari (1999), l'Albania è il secondo paese più povero d'Europa (il primo è la Moldavia, anch'essa fra le maggiori fonti della tratta di bambini). Tutto questo, con il disordine sociale determinato dalla crisi nei Balcani, rende l'Albania terreno fertile per i trafficanti. Si stima che il 60% degli albanesi vittime della tratta siano bambini, indotti con l'inganno o la forza a prostituirsi (anche se nel marzo 2001 l'Albania ha introdotto una nuova legge contro la tratta).
Praticamente quasi ogni città albanese è stata toccata dalla tratta. Secondo un rapporto del 2001 condotto da Save the Children, ci sono 30.000 albanesi che lavorano all'estero come prostitute. La maggior parte di loro sono ragazze adolescenti che sono state costrette, ingannate e rapite, da protettori e trafficanti albanesi spesso noti alle famiglie. In alcune aree remote, nelle quali le ragazze devono camminare per lunghi tragitti per andare a scuola, fino al 90% delle ragazze non frequenta più il liceo per ragioni di sicurezza. Le ragazze sono vendute a protettori in Italia per una cifra che oscilla fra i 2.500 e i 4.000 dollari; a quanto si dice, una vergine può arrivare a 10.000. Talvolta le ragazze vanno all'estero per diventare prostitute, pensando di 'arricchirsi in fretta' e ritirarsi, non consapevoli della brutalità che dovranno affrontare.
L'impatto dei conflitti armati sullo sfruttamento sessuale dei bambini
I conflitti armati sono orribili per tutti, ma per le donne e i bambini possono portare ulteriori rischi di violenza sessuale e di sfruttamento, con stupri, torture, mutilazioni e schiavitù sessuale.
Le ragazze non accompagnate sono spesso catturate da uomini, militari o civili, che le utilizzano come lavoratrici coatte nelle loro famiglie, o come "mogli". Nella Sierra Leone, si ritiene che circa 10.000 donne siano state rapite, per lo più in aree rurali, per servire il Fronte Unito Rivoluzionario (RUF). Altre sono state "donate" da parenti. Il loro ruolo primario era quello di fornire servizi domestici e sessuali. Lo stupro e il sesso di gruppo sono comuni nei campi militari.
In Colombia ragazze appena dodicenni si sono sottomesse alle forze paramilitari per difendere le loro famiglie. In Liberia uno studio recente ha scoperto che bambine di soli 10 anni venivano sfruttate sessualmente dai soldati nelle basi militari. Nelle Filippine si ritiene che turisti e truppe militari costituiscano il 40% degli sfruttatori sessuali. In Thailandia l'industria del sesso interna si è significativamente espansa dopo gli anni '50 anche a causa dell'afflusso di militari USA che si recavano nel paese per riposarsi e rilassarsi durante le guerre di Corea e del Vietnam.
In Tanzania, il tasso di infezione tra le forze armate è fra il 15 e il 30%, a paragone dell'8% della popolazione. In Zimbabwe e in Camerun il tasso di infezione per HIV fra i militari è da tre a quattro volte più alto di quello fra la popolazione civile in tempo di pace.
Sierra Leone, ex bambino soldato diventa ambasciatore Unicef
Reuters - Mer 21 Nov - 10.35
NEW YORK (Reuters) - Un ex bambino soldato che ha combattuto durante la guerra civile in Sierra Leone, è stato nominato ambasciatore dell'Unicef, l'agenzia per l'infanzia delle Nazioni Unite, e ha assicurato che si farà portavoce dei diritti dei bambini di tutto il mondo e non solo delle zone di guerra in Africa.
Ishmael Beah ha perso la sua famiglia in un attacco messo a segno dai ribelli quando aveva 12 anni, è stato rapito dall'esercito nazionale della Sierra Leone e costretto assieme ad altri bambini catturati a combattere in guerra.
Il suo libro "Memorie di un soldato bambino" -- diventato un best-seller -- racconta il suo rapporto con la guerra e come sia stato aiutato da un programma di riabilitazione dell'Unicef e dalla sua famiglia adottiva negli Stati Uniti.
"Ho conosciuto l'Unicef in un momento della mia vita in cui avevo perso ogni speranza", ha detto Beah quando è stato nominato ambasciatore dell'agenzia per l'infanzia in una cerimonia che festeggia il 18esimo anno della convenzione Onu sui diritti dei minori.
L'istruzione ha permesso a Beah di diventare un difensore dei diritti dei bambini e oggi, all'età di 26 anni, parla spesso in pubblico in difesa dei più piccoli.
Assedio di pornografia infantile
La Guardia Civile spagnola ha tenuto ieri, 40 persone, in 22 province, nell'ambito di un'operazione contro la pornografia infantile su Internet e attraverso i telefoni cellulari. I detenuti, altri sette indagati sono accusati di crimini di corruzione di minori e possesso di materiale pedopornografico, e ora dovrà essere presentata al giudice di istruzione.
L'indagine ha avuto inizio circa un anno fa, ed hanno coinvolto l'analisi di oltre 72 mila messaggi al cellulare. Tutto dalla risoluzione di una sicurezza in Tudela (Navarra), dopo aver ricevuto una foto pedopornografica sul telefonino , ha detto alla conferenza stampa, il delegato del governo di Navarra, Vicente Ripa.
Nella operazione di ieri, sono state condotte ricerche in 45 case e confiscati più di un centinaio di telefoni cellulari e migliaia di file digitali dal video e la fotografia con le immagini pedofilo.
Le indagini estese, anche, in Colombia e Argentina, per determinare l'origine di alcune immagini.
Secondo il colonnello della Guardia Civil Benito Salcedo, l'età dei bambini coinvolti era "ben al di sotto dei 10 anni" e ha tenuto speciali canali utilizzati dagli operatori di telefonia mobile, e pseudonimi per ostacolare la loro ubicazione.