Solo la virtù concede un buon Karma e la più grande virtù è la compassione. Budda. NON PER I PEDOFILI
A tutti i bambini a cui è stata negata l'infanzia.
A tutti i bimbi che hanno dovuto crescere in fretta per colpa dell'indifferenza degli adulti,del sistema, e purtroppo troppo spesso di genotori che non meritano di essere chiamati tali.
A tutti voi che apprezzato la vita molto più di noi, che sapete cogliere le piccole cose che rendono grande un uomo e che tutti i giorni ci insegnate il senso di piccoli gesti vi dedico questa poesia:
NON SAPEVO
Non sapevo quanto fosse grave;
credevo non esistesse.
Sono sconvolto davanti a un crimine
che ruba la magia
all'infanzia.
Non sapevo quanto facesse male;
segni e cicatrici non si vedono.
Ma poi nella vita
si paga
tanta brutalità.
Non sapevo come ti sentissi;
non eri più nessuno.
Sapevo che ti chiudevi in te stesso
senza far trasparire nulla.
Non sapevo cosa fare;
come poterti aiutare.
Che avevi solo bisogno di un amico
qualcuno con cui parlare.
Adesso so che ti posso aiutare;
posso cambiare qualcosa anch'io.
Sarò al tuo fianco, griderò con te
e nessuno potrà più dire "NON SAPEVO"
Cindj M. Adams

TRATTO DAL LIBRO " UN BAMBINO CHIAMATO COSA" di Dave Pelzer
L'infermiera dice che andrà tutto bene e mi chiede di spogliarmi. E' dall'anno scorso che va avanti così; io obbedisco subito. La mia camicia ha più buchi del formaggio svizzero ed è la stessa da due anni. La mamma me la fa indossare tutti i giorni per umiliarmi. I pantaloncini sono nelle stesse condizioni, le scarpe sono bucate in punta, tanto che da una mi spunta l'alluce. Rimasto in mutande, la donna prende nota di tutti i segni e le bruciature che ho sul corpo. Conta tutte le cicatrici che ho in faccia, facendo attenzione a non trascurarne nemmeno una: è molto precisa. Dopo di che mi fa aprire la bocca e osserva i denti, che si sono scheggiati quando ho sbattuto contro il ripiano della cucina. Scribacchia ancora qualcosa sulla cartelletta. Infine continua a esaminarmi e si sofferma davanti alla vecchia cicatrice sullo stomaco."E' quì", dice con un gran sospiro, "che ti ha accoltellato quella volta?"
"Sissignora", rispondo io. "Oh,no!" penso. "Ho detto di nuovo la cosa sbagliata......" Lei legge l'ansia nei miei occhi, posa la cartelletta e mi abbraccia. "Dio", mi dico "com'è calda!" Non voglio più lasciarla andare, voglio rimanere fra le sue braccia per sempre................
.........Mi appoggio allo schienale. Il sole mi batte sugli occhi. Li distolgo, mentre un'unica lacrima mi riga la faccia.
" SONO LIBERO?"
SONO VIVO
Sono fortunato.Ormai mi sono lasciato alle spalle quel passato oscuro,ma per per quanto fosse brutto, sapevo fin da allora che in ultima analisi sarebbe spetteto a me decidere come vivere. ...........Ho cercato di non pensare al passato, accettando il fatto che quel periodo è stato solo una piccola parentesi nella mia esistenza. .......................Sono praticamente benedetto: le sfide del passato mi hanno reso incredibilmente forte. Ho saputo adattarmi in fretta, imparando a superare le difficoltà. Ho appreso i segreti delle motivazioni interiori e la mia esperienza mi ha fatto vedere la vita in modo diverso, che forse gli altri non conosceranno mai. Apprezzo enormemente cose che altri danno per scontate.
Anzichè rimuginare sul passato, ho mantenuto la stessa capacità di concentrazione che mi aveva consentito di sopravvivere in quel garage, sapendo che il buon Dio vegliava sempre su di me, dandomi il silenzioso incoraggiamento e la forza di cui avevo un gran bisogno.
Non serve a niente ricordare un genocidio in un solo giorno. Tutto questo orrore,tutto il male che l'essere umano o bestia può fare lo commette ogni giorno solo con l'indifferenza. La tratta di esseri umani ,lo sfruttamento,la violenza sulle donne e la PEDOFILIA fanno parte del genocidio dei nostri giorni.
La storia doveva insegnarci l'orrore e la sofferenza,ma evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire e cieco che non vuol vedere.
Oggi è la giornata della memoria,si ricorda lo sterminio degli ebrei,zingari ecc. fatto dai tedeschi, per mezzo dei campi di sterminio.Hanno sterminato milioni di persone fra cui bambini torturandoli,usandoli come cavie per esperimenti scientifici,li hanno umiliati ed annullati.
Questo però non è l’unico olocausto che l’essere umano ha perpetrato ce ne sono molti che magari non sono ritenuti tali o altri dei quali non si conosce l’esistenza.
Ne riporto alcuni di anni fa ed altri dei giorni nostri.
1.Quello che segue è un compendio tratto dal rapporto "Hidden From History: The Canadian Holocaust – The Untold Story of the Genocide of Aboriginal Peoples by Churc and State in Canada – A Summary of an Ongoing, Indipendent Inquiry into Canadian Native "Residential Schools’ and their Legacy", del Rev. Kevin D. Annett, MA, Mdiv.
Il rapporto è pubblicato da The Truth Commission into Genocide in Canada, un ente investigativo pubblico che prosegue l’opera dei precedenti tribunali riguardo alle scuole residenziali per i nativi, ovvero: The Justice in the Valley Coalition’s Inquiry into Crimes Against Aboriginal People, riunitasi il 9 dicembre
Molti hanno fatto dei sacrifici per stilare questo rapporto, in modo che il mondo possa venire a conoscenza dell’olocausto canadese e per assicurarsi che i responsabili vengano giudicati dal Tribunale per i Crimini Internazionali. La presente indagine su crimini contro l’umanità, iniziata nell’autunno del 1994 fra i nativi e gli attivisti a basso reddito a Port Alberni, nella British Columbia, è continuata nonostante le minacce di morte, gli attacchi e le risorse della chiesa e dello stato canadesi.
Il lettore ha facoltà di onorare il nostro sacrificio raccontando al altri questa storia e rifiutandosi di collaborare con istituzioni che hanno deliberatamente ucciso migliaia di bambini.
Questa storia di appoggio ufficiale e di collusioni, relativa ad un secolo o più di crimini contro i primi abitanti del Canada, non deve dissuaderci dallo scoprire la verità e dal portare davanti alla giustizia coloro che hanno commesso tali crimini. E’ per questo motivo che vi invitiamo a ricordare non solo i 50.000 bambini deceduti nei campi di sterminio delle scuole residenziali, ma anche tutte quelle vittime silenziose che oggi patiscono in mezzo a noi in cerca di pane e giustizia.
(Rev.) Kevin D. Annett, segretario The Truth Commission into Genocide in Canada, Vancouver, British Columbia, 1 febbraio 2001anadian Residential Schools, tenutasi a Vancouver, BC, dal 12 al 14 giungo 1998.
Nel rapporto in questione il Dr. Bryce affermava che nelle scuole residenziali i bambini indiani venivano sistematicamente e deliberatamente uccisi, citava un tasso medio di mortalità fra il 35% e il 60% e asseriva che il personale ed i funzionari della chiesa nascondevano, rifiutavano di consegnare o falsificavano regolarmente la documentazione ed altre prove relative alla morte dei bambini.
Il Dr. Bryce inoltre dichiarò che uno dei metodi principali utilizzati per uccidere bambini indigeni era quello di esporli intenzionalmente al contagio di malattie trasmissibili come la tubercolosi per poi negare loro qualsiasi assistenza o cura mSecondo i testimoni oculari, nelle scuole residenziali erano prassi comune omicidi anche più palesi. Tali testimoni hanno descritto bambini che venivano picchiati e lasciati morire di fame, scaraventati fuori dalle finestre, strangolati e buttati giù per le scale a spintoni o a calci sino a morirne. Questi omicidi avvenivano in almeno otto scuole residenziali, gestite dalle tre principali chiese confessionali, nella sola British Columbia.
Il sottotenente Bill Steward di Nanaimo, BC, afferma: "Mia sorella Maggie fu scaraventata da una suora dalla finestra al terzo piano della scuola di Kuper Island, e morì. Tutto venne insabbiato, né venne svolta alcuna indagine. All’epoca, essendo indiani, non potevamo assumereuna avvocato e così non venne mai fatto alcunché." (Testimonianza di Bill Steward, Duncan, BC, 13 agosto 1998).
Diane Harris, assistente sanitaria del Consiglio della Tribù Chemainus della Vancouver Island, conferma i resoconti degli omicidi. "Sentiamo in continuazione racconti sui bambini che furono uccisi a Kuper Island. Appena a sud della scuola vi era un cimitero, destinati ai bambini nati dai rapporti fra i preti e le ragazze, sino a quando nel 1973, alla chiusura della scuola, non fu portato alla luce. Le suore facevano abortire le ragazze madri ed a volte finivano con l’ucciderle. Vi erano molte sparizioni. Mia madre che ora ha 83 anni, vide un prete trascinare una ragazza giù per le scale tirandola per i capelli e, di conseguenza, ella perì. Le ragazze venivano stupratLa presenza di fosse comuni segrete per i bambini uccisi presso le scuole cattoliche e protestanti di Sardis, Port Alberni, Kuper Island ed Alert Bay è stata attestata da numerosi testimoni, secondo i quali queste aree segrete di sepoltura contenevano anche i feti abortiti e persino i bimbi molto piccoli frutto dei rapporti fra preti e ragazze del personale delle scuole. Una delle testimoni, Ethel Wilson di Bella Bella, afferma di aver visto "file e file di piccoli scheletri" e ed uccise, e poi sepolte sotto i tavolati dei pavimenti. Secondo testimoni come Amy Tallio, che frequentò la scuola di Alberni nei primi anni ’50, il West Coast General Hospital di Port Alberni non solo accoglieva i corpi dei bambini provenienti dalla locale scuola residenziale della Chiesa Unitaria; era anche il luogo dove venivano eseguiti gli aborti sulle ragazze indigene ingravidate dai preti e dal personale e dove si sbarazzavano dei neonati che, forse, venivano uccisi. Alla scuola di Alberni molte ragazze rimanevano incinte. I padri dei bambini, quelli che le violentavano, erano i membri del personale, gli insegnanti. Non abbiamo mai saputo cosa accadeva ai neonati, ma essi scomparivano regolarmente. Le ragazze gravide venivano portate all’ospedale di Alberni e quindi ritornavano, senza i loro bambini. Sempre. Il personale uccideva quei bambini per eliminare le loro tracce; venivano pagati dalla chiesa e dallo stato per fare gli stupratori e gli assassini. (http://it.geocities.com/comedonchisciotte/indiani1.html)
La fame nel mondo è un enorme olocausto,lo sfruttamento in tutti i modi lo è, la violenza sulle donne e la pedofilia.L’olocausto non è finito molti lo vivono tutti i giorni.
Dimenticavo; un altro olocausto grave è l'INDIFFERENZA che spezza la vita a tante piccole anime.
con l'acido la moglie
Responsabile dell'atto brutale è un immigrato gia' noto alle forze dell'ordine. La donna, dolorante e in stato di choc, e' stata trovata da un automobilista in una stradina vicina alla statale della Valsugana
Trento, 27 gennaio 2008 - Ha picchiato brutalmente la moglie e le ha sfregiato il viso e le mani con l'acido. Responsabile dell'atto brutale è un immigrato marocchino gia' noto alle forze
La donna, dolorante e in stato di choc, e' stata trovata da un automobilista in una stradina vicina alla statale della Valsugana, a pochi chilometri da Trento.
La donna e' stata ricoverata all'ospedale S. Chiara in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita. I carabinieri stanno cercando il marito della donna.
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PEDOFILIA, SU YOUTUBE 4 FRATELLI DENUNCIANO MALTRATTAMENTI |
| Un video diffuso sul sito internet Youtube ritrae quattro fratelli tra i 6 e 12 anni, figli di genitori separati, che denunciano di aver subito abusi sessuali dalla madre e dal suo nuovo compagno. La vicenda viene riportata oggi da diversi quotidiani. A girare il video, segnala 'La Repubblica' riferendo di una denuncia in tal senso da parte della madre, potrebbe essere stato il padre con il quale i bambini vivono a Roma e che è in attesa di un pronunciamento del Tribunale dei minori per l'affidamento. L'uomo, come del resto l'ex moglie, sarebbe già stato rinviato a giudizio per maltrattamenti psicologici sui bambini. Nel video, di pochi minuti, la più grande dei quattro presenta i suoi fratelli e denuncia "un caso di pedofilia" parlando di "cose schifose" che "fanno molto male". In un brano i bambini accusano i magistrati "di aver chiuso le orecchie" sul loro caso. Il padre aveva già accusato la madre e il suo compagno di abusi sessuali sui piccoli ma, riferisce 'La Stampa', è emerso solo che i bambini hanno subito pressioni per raccontare bugie. Del caso si occupa anche 'Il Messaggero' precisando che un pm romano - sulla base delle perizie attestanti pressioni per far dire bugie ai piccoli - chiese l'archiviazione del caso e che anche successive indagini non hanno portato ad identici risultati. Nel video comunque le tre sorelline ed il fratellino mostrano alcuni disegni che raffigurano i maltrattamenti che avrebbero aver subito: "ci hanno ridotto come bambole", dicono, subendo "cose non piacevoli" che poi sarebbero state filmate per essere riviste dai due adulti, viene riferito dai giornali cui la presenza del video su internet è stata segnalata da chiamate di lettori. Nel filmato i bambini fanno un j'accuse, oltre che nei confronti della madre ("una criminale") e del suo compagno, anche nei confronti delle psicologhe, della pm e del giudice del tribunale dei minori che nei mesi scorsi non avevano creduto ai loro racconti. Il caso è da tempo all'attenzione del tribunale dei minori che il 28 febbraio prossimo deciderà sull'affidamento dei bambini chiesto dalla madre. La donna ha presentato una denuncia alla polizia postale per far togliere il video, che intanto è stato acquisito dalla procura. |
Sgominata rete pedopornografica online.
Madri- 51 persone spagnole sono state scoperte in una operazione denominata “Fabiola” contro la corruzione e la pornografia minorile in internet.
L’operazione realizzata in 27 province dal marzo 2007 ha portato all’accusa non ancora comprovata di altre 20 persone per il coinvolgimento di scambio illegale di materiale pedopornografico.Tutto questo è stato scoperto per sbaglio da un utente che ha subito avvisato e sagnalato alla guardia civile spagnola.
Sono stati sequestrati computer,DVD e CD con più di 1 milione di immagini a scapito dell’infanzia violata.E’ stata la seconda operazione contro la pornografia infantile in Spagna, alcune settimane fa scoprì un’altra rete di pornografia infantile con immagini agghiaccianti di bambini di pochi mesi.
Negli ultimi mesi la guardia civile spagnola realizzò operazioni simili che portarono alla detenzione di oltre 100 maiali.




I genitori di Madeleine McCann, la bimba britannica sparita nell’Algarve portoghese nel maggio scorso, hanno diffuso il primo identikit di colui che, secondo il racconto di testimoni, potrebbe essere il sequestratore della piccola.
Lo schizzo, realizzato a carboncino da una disegnatrice formatasi nell’Fbi, mostra un uomo dall’aspetto sinistro, i capelli che sfiorano le spalle, baffi lunghi e denti pronunciati.
In una conferenza stampa a Londra, il portavoce dei McCann, Clarence Mitchell, ha chiesto la collaborazione internazionale per rintracciare l’uomo. E si è domandata: “Chi è? Dov’è? Quale rapporto ha, se ne ha, con la sparizione di Madeleine?”.
Svolta nelle indagini, il rapitore ha un volto - Il ritratto si basa sulla testimonianza di una turista inglese, Gail Cooper, che nei giorni della sparizione della bimba si trovava nella zona.
La Cooper, 50 anni, alloggiava in una casa a circa 600 metri dall’appartamento della famiglia McCann e in varie occasioni vide un uomo che la insospettì. Secondo i McCnn, la descrizione coincide con quella fatta da Jane Turner, un’amica dei genitori di Madeleine che ha raccontato di aver visto un uomo portare in braccio una bimba con un pigiama rosa, la notte in cui la bimba sparì.
Sospetti su un nordafricano visto aggirarsi attorno a bambini - Cooper ha raccontato di aver incontrato il sospettato, un uomo - secondo lei - tra i 30 e i 40 anni, di origine nordafricana, in tre occasioni.
Il 20 aprile, mentre mangiava in un ristorante, lo vide camminare sulla spiaggia sotto una pioggia torrenziale; quello stesso giorno, l’uomo bussò alla sua porta, per chiederle denaro per un orfanotrofio (che si scopri’ essere inesistente). Due giorni più tardi, l’uomo era sulla spiaggia che guardava un gruppo di bambini che giocavano.
Identikit consegnato alle autorità - News of the World, che ha pubblicato l’identikit, ha fatto ricerche sul racconto della Cooper e ha trasmesso i particolari all’agenzia di detective dei McCann, ‘Metodo 3′. Secondo la portavoce dei McCann, l’identikit, che è stato consegnato all’Interpol e alle polizie britannica e portoghese, è un “sensazionale passo in avanti” nelle ricerche.
Se pensi che assomigli a qualcuno che conosci o che hai visto segnalacelo
URGENTEMENTE !
Diffondete a tappeto !
Grazie.
IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI
Un angelo sparito,nessuno sa dov'è,è come se si fosse dileguata.Forse le indagini sono ad una svolta,io personalmente credo che sarà l'ennesima bimba scomparsa per sempre. Spero solo che piuttosto di essere in mano a qualche maiale sia felice assieme a Tommy,Cosmin,Matilda e a tutti gli altri angeli.
News dal Blog
"ANGELI ALL'INFERNO"il blog più letto nel campo della lotta alla pedofilia e all’abuso sui minori. " Il male non sta solo nell'atto di compiere il male, sta nel non prendere posizione contro il male", Oriana Fallaci. |
LE FRASI DEL MESE:
1) Mi ha lasciato molto sorpreso la frase detta dall’avvocato di Alberto Stasi, per ora unico indiziato per il delitto di Garlasco, che ha così commentato il ritrovamento di files pedopornografici nel computer del suo assistito: “Se anche ipotizzassimo per un istante che Chiara avesse scoperto questa cosa… ma le sembra che per questo si possa uccidere una ragazza in quel modo lì? Nel 2007?”.
Cosa vuol dire quel “nel
2) “Qualsiasi cosa accada resterò con i miei ragazzi”. Don (?) Gelmini.
Pensa loro come sono contenti…
3) A Bologna un pedofilo di vent’anni è finito ai domiciliari per violenza sessuale aggravata. La bimba che l’ha denunciato è una cuginetta di 9 anni che per
I BACHA BARIS AFGANI.

“Bacha Baris” in lingua afghana significa “ragazzo senza barba” ed è l’espressione usata per indicare giovani preadolescenti costretti per ore a ballare e cantare in locali per soli uomini.
Solitamente i bambini vengono reclutati intorno ai dieci anni d’età da padroni” che a loro volta li abusano sessualmente e li comprano per pochi dollari. Spesso l’acquisto viene fatto da famiglie adottive che si sbarazzano dei piccoli orfani di guerra. Per lo stesso motivo, e per non infangare la famiglia, i bambini vengono poi fatti "esibire” in province diverse da quelle d’origine.
Secondo un’inchiesta del Corriere della Sera l’abuso sessuale a danno di bambini, soprattutto maschi, è “un fenomeno culturale diffusissimo, una consuetudine radicata,
un po’ come il burqa per le donne”.
Qualsiasi corrispondente di guerra ha assistito almeno una volta gli spettacoli dei
“Bacha Baris”.
Nella nota città di Kandahar ad esempio è consuetudine che il ragazzino “comprato” dal padrone e da lui abusato, una volta adulto e quindi non più “interessante” né utile allo stesso, venga dato in sposo ad una delle figlie.
Allo steso modo i guerriglieri mujaheddin quando saccheggiavano un villaggio non portavano via le bambine, ma i maschietti.
“Le donne devono restare in casa a occuparsi dei figli, noi uomini ci divertiamo tra noi” dichiara al Corsera un uomo di nome Daud, 46 anni d’età, padre di 7 figli.
Quando i piccoli vengono fatti esibire, solitamente li si trucca pesantemente e li si veste con abiti da donna.
Inutile aggiungere che la polizia non se ne occupa e che il Governo non ama “la brutta pubblicità che può danneggiare il paese ed i suoi uomini”.
VE LO RICORDATE?
La sua foto circolò qualche mese fa, come ricercato numero uno dell’interpol..
Poi lo arrestarono e finì in carcere.
Ora è iniziato, a Bangkok, il processo.
Lui si è presentato tranquillo e sorridente, ha salutato cordialmente i giornalisti – “ciao ragazzi” – e poi ha fatto la sua prima dichiarazione, assolutamente inaspettata:
Scicli è una bilissima cittadina, patrimonio Unesco, situata in provincia di Ragusa. Popolata da bella gente. In gamba.
In questi giorni però il posto è stato, per così dire, contaminato.
Come a Napoli dove le vie si sono intasate di rifiuti, anche a Scicli ha fatto comparsa la peggiore delle “monnezze”. La più dannosa. Altamente inquinante. Fatta da rifiuti tossici viventi.
Partiamo dai nomi:
Guglielmo Pallavicino, di anni 61, il capo branco.
Giovanni Borsa, e Vincenzo Mirabella, entrambi di 76 anni
Antonino Fidone, 79 anni e Giovanni Trovato, 83 anni, il più anziano e l’unico vedovo del gruppo (tutti gli altri sono sposati, Mirabella divorziato).
Cosa hanno fatto:
li hanno definiti una “arancia meccanica in salsa geriatria” ed al di là delle definizioni resta uno dei casi più folli mai registrati prima nel nostro paese proprio per l’età media degli aguzzini. Che spronati da Guglielmo Pallavicino, già denunciato in passato per simili atti, hanno abusato per sei mesi una ragazzina disabile. Che durante il giorno accompagnavano a messa, a far la spesa, in piazza, affinché tutti li vedessero al suo fianco, così gentili, così premurosi, poi la sera in auto, o in una vecchia casa abbandonata, tutti insieme, ed a volte, singolarmente, la abusavano sessualmente e la picchiavano.
Pesanti anche le minacce, con un copione oramai standard: mostrandole un grosso coltello dicevano "se parli ti facciamo a pezzi e ti gettiamo in un cassonetto della spazzatura".
La ragazzina ha trovato la forza di chiedere aiuto solo quando è finita d’urgenza al pronto soccorso dopo l’ennesimo stupro. Davanti a medici shockati per tali ferite...
Non aggiungo commenti. Per oggi. Dico solo che per ora in carcere c’è solo il capo branco. Mi piacerebbe vedere gli altri come stanno a casa, con moglie, figli e nipotini...






Persone speciali, davvero, danno un senso al nostro impegno, alla nostra vita.
E si presentano a noi anche sotto forma di una lettera. Donandoci la ricchezza che qua con voi condividiamo.
Solamente grazie...
“Difficile parlare di sé, davvero difficile… difficile soprattutto quando si celano nel proprio cuore tanti segreti, tanto dolori…
Sono una ragazza di 23 anni, una ragazza che molti reputano timida, chiusa… ma credo che mai nessuno abbia capito i veri motivi per cui io sono così… Convivo con un grande dolore dall’età di otto anni. Ero una bambina così bella, innocente, una bambina che credeva nelle favole e per cui non esistevano mostri cattivi. E invece esistono, eccome se esistono! Esistono anche e soprattutto tra quelle persone di cui ti fidi ciecamente… quelle persone di cui non dubiteresti mai! Ho sempre vissuto in una famiglia che mi ha amata,
ma che non mi ha mai capita… Forse per troppo amore o forse perché "i mostri cattivi esistono solo per gli altri", loro non hanno mai capito cosa succedeva a loro figlia…
Per il suo bene, per cercare di spronarla da quella che loro credevano esser timidezza,
la incoraggiavano a giocare con il suo "amico del cuore", colui che consideravo il mio secondo papà! "Di me ti devi fidare, io non ti farò mai del male... E non dir nulla ai tuoi, perché li faresti soffrire". Ebbene si, ho tenuto questo segreto nel mio cuore e continuerò a farlo. Spesso mi sono sentita dalla parte del torto, perché coloro che al posto del cuore hanno una pietra, coloro che sono così mostri hanno anche la capacità di inculcare vergogna nelle povere vittime… così tanta vergogna che queste povere vittime continueranno a vivere la loro vita credendo di essere colpevoli… Non potrei mai dare un dolore così grande ai miei… la mia vita è andata avanti, nonostante quell’anno… quelle domeniche passate a "giocare" con lui… tremavo, piangevo, mi rinchiudevo in bagno chiedendo a Lui Lassù di darmi la forza di andare avanti!
Oggi sono quasi una donna, ma mai nessuno potrà togliermi il dolore che vive nei meandri più nascosti del mio cuore… e che ogni tanto riaffiora! Perché la pedofilia uccide l’innocenza dei bimbi… quel mostro ha ucciso la mia infanzia… e certi ricordi lasciano il segno, per sempre… perché quando la persona che credi un secondo papà ti considera solo un divertimento sessuale, ti crolla il mondo addosso e perdi qualsiasi fiducia in te stessa! Perché questa società bigotta ed egoista spesso fa sentire le povere vittime colpevoli del reato di pedofilia… colpevoli di cosa? Di aver creduto che la realtà fosse bella, di aver sperato che le favole non fossero scritte soltanto nei libri??? E’ terribile vivere certe esperienze, è ancora più terribile tenersi tutto dentro e vivere con una maschera per non causare altro dolore a chi mi vuole bene… perché si sentirebbero in colpa per non esser stati dei buoni genitori…e non è assolutamente vero! E' che loro mi hanno amata e mi amano così tanto che farebbero l'impossibile per me… Ma questo mondo crudele annienta le persone buone, questo mondo tremendo non ha più giustizia… Io credo che Lui Lassù un giorno ci ricompenserà, perché solo la Sua presenza mi ha dato la forza di vivere nonostante il ricordo di quel periodo… solo la fede mi ha aiutata ad andare avanti, anche se gli spettri del passato non svaniscono! Vorrei far tanto per aiutare chi è in difficoltà, perché credo che noi povere vittime siamo delle persone speciali e dobbiamo sostenerci a vicenda! Certo, non cambieremo più le nostre vite, non dimenticheremo mai le nostre sofferenze, ma almeno potremo cercare di salvare quante più vittime possibili!
Perché non c’è nulla di più meschino e ripugnante che far del male a chi non merita, a chi non sa nemmeno cos'è il male!
Vi abbraccio tutti! Grazie davvero per tutto quello che fate...”