Chi sono

Blogger: Herta1971
Nome: Herta Mascher
Sono una mamma di 2 bimbe piccole, preoccupata per il loro futuro in questo mondo, che non ha rispetto per nessuno nemmeno degli angeli sono anche amica di Frassi e la sua associazione Prometeo, dalla parte dei bambini. Ho deciso di aprire un blog per potermi tenere aggiornata degli orrori che purtroppo devastano l'infanzia,e nella mia misera possibilità rendere partecipe chi interessato,scambiando opinioni e fatti di cronaca.Ma soprattutto per gridare il mio NO ALLA PEDOFILIA ed a OGNI TIPO DI VIOLENZA PERPETRATA ALL' INFANZIA ( la cosa più preziosa che ci sia stata donata). AVVERTENZA: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.non può per tanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001 Visto gli argomenti trattati ed il linguaggio utilizzato, il blog è riservato ad un pubblico adulto. L'autore di questo blog non risponde dei commenti, anonimi e non inseriti dagli utenti

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Storie di Angeli e Bimbi

mercoledì, 30 aprile 2008

LA PAUSA E' GIA' FINITA SI TORNA ALL'ORRORE

PEDOFILIA: MADRE CEDEVA FIGLI,

4 ARRESTI A PALERMO


Tre bambini, tutti di eta' inferiore a 10 anni, subivano abusi sessuali durante festini pedofili realizzati con la partecipazione della loro madre a Palermo. La vicenda emerge da indagini della polizia, che hanno portato all'arresto di 4 persone, tra le quali la donna, che ha 30 anni, un 17enne e due uomini adulti. La vicenda si e' consumata in un contesto di estremo degrado nel quartiere storico di Ballaro'. Agli indagati la polizia ha notificato provvedimenti restrittivi emessi dai Gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo, Valeria Spatafora e del Tribunale ordinario Maria Pino. Le indagini della sezione Reati sessuali in danno dei Minori della Squadra mobile di Palermo sono state coordinate dai sostituti procuratori Francesca Lo Verso per i Minori e Alessia Sinatra. Le violenze avvenivano in casa di una coppia di coniugi di 24 e 25 anni, che sono tra gli arrestati. L'attivita' investigativa e' stata avviata dopo una segnalazione degli assistenti di una casa famiglia dove era ospite una delle bambine vittime degli abusi, che aveva raccontato il suo dramma agli operatori e ai responsabili del Servizio di Neuropsichiatria Infantile. Secondo quanto ricostruito, la madre avrebbe condotto i tre figli in casa dei coniugi, dove si sarebbero svolti giochi erotici. I piccoli venivano sottoposti agli abusi con una sorta di "gioco della verita" condotto dagli adulti con l'uso di una bottiglia. La principale vittima era la bambina, mentre i suoi fratellini nella maggioranza dei casi sarebbero stati solo testimoni obbligati. Gli adulti, inoltre, avrebbero consumato hashish davanti ai tre bambini, che in alcuni casi avrebbero anche loro fumato le "canne".

CRIMINALITA': TRAFFICO ESSERI UMANI, OPERAZIONE DI POLIZIA ITALIA-BRASILE

 

Roma, 30 apr.- (Adnkronos) - A quanto apprende l'ADNKRONOS e' scattata alle 11, ora italiana, una vasta operazione internazionale di polizia tra Brasile e Italia contro la tratta degli esseri umani da avviare alla prostituzione in Italia e che ha portato a numerosi arresti tra Europa e Sud America.

Dopo tutte queste notizie orrende, disumane e inconcepibili un po' di allegria da chi sa trasmetterla

I BAMBINI, I NOSTRI ANGELI, GLI ANGELI DEL MONDO

 

 

postato da: Herta1971 alle ore 09:55 | link | commenti (1)
categorie: bambini che ridono
martedì, 29 aprile 2008

La doppia faccia di Josef Fritzl, osannato dai vicini e orco tra le pareti domestiche

austria

 Natascha adotta i figli dell'incesto
La Kampusch offre i soldi ricavati con le interviste per aiutare i piccoli reclusi nella casa-prigione di Amstetten

)
AMSTETTEN (Austria) — La gabbietta degli uccellini si vede dal marciapiede della Dammstrasse. Svetta su un parapetto di legno corroso, sulle piante ben curate d'un terrazzo. Quando non gli toccava fare il bravo marito con la vecchia Rosemarie, o non era troppo indaffarato a fare il nonno buono coi tre figli-nipoti che aveva finto di prendere in affido, «quella disgraziata di mia figlia Elisabeth ce li ha mollati perché lei non può mantenerli!»; quando non si premurava di raccontare barzellette al bar o di radere l'erba o d'andare a pesca o di dare una mano ai vicini, «quant'è bravo ad aggiustare gli elettrodomestici! »; quando non spariva ore nello scantinato a lavorare, «guai a chi va lì dentro!», e in realtà apriva la botola segreta per dar da mangiare ai suoi schiavi; quando la sua doppia faccia non si doveva dividere fra la normalità e l'orrore, allora l'ingegnere Josef Fritzl aveva finalmente il tempo d'occuparsi anche di loro, gli uccellini, povere bestioline.

Dalla Dammstrasse lo vedevano tutti, lassù. A dare miglio e attenzione. A fare l'unica cosa che gli riusciva bene: accudire una gabbia. Josef ha impiegato una vita a ingannare tutti e un giorno solo a confessare tutto. Sì, ha rapito sua figlia. L'ha segregata 24 anni. Ha avuto sette figli-nipoti da lei e uno, neonato e morto, l'ha bruciato nella caldaia. Tre se li è cresciuti al piano di sopra come se niente fosse, assieme alla moglie-moglie Rosemarie. Gli altri li ha sepolti vivi là sotto, con la moglie-figlia Elisabeth... Tutto vero. Peggio del vero.

 Natascha Kampusch durante un'intervista tv poco dopo la sua liberazione (Afp)
A capirlo subito è Natascha Kampusch, che si liberò da otto anni di prigionia simile e ora offre i soldi guadagnati con le interviste: «Voglio aiutare questa famiglia». A capirlo bene sono i giornali: «Dopo Natascha ed Elisabeth - scrive Der Standard -, l'Austria deve chiedersi che cosa sta corrodendo questa società ricca e appagata». A capirlo pian piano sono i poliziotti che per una volta violano le regole e pubblicano nome e foto dell'indagato, perché stavolta «la gente deve aiutarci — dice Franz Prucher, ispettore capo —, guardare bene quest'uomo: per esempio, c'è qualcuno che l'abbia mai visto comprare vasetti d'omogeneizzati o vestiti per bambini?».

Ancora qualche dubbio. Sui vicini che cascano dal pero. Sugli assistenti sociali che inciampano nell'affido. Su Rosemarie, ignara del marito e dei suoi stupri, degli schiavi, degl'incesti. «Il caso è chiuso», dice però la polizia. E l'esame del Dna, solo una formalità. «Tutto chiaro»: Elisabeth sparisce nell'agosto 1984, ma il piano della cantina è di due anni prima, quando lei stanca di violenze scappa di casa per qualche giorno. Josef la minaccia, la ragazza torna ma diciottenne, barista in un autogrill, se ne rivà. È lì che il padre passa all'azione: lascia che la fuggiasca rincasi e due settimane dopo è lui, con la moglie, a denunciare costernato l'ennesima fuga. Elisabeth è già drogata e ammanettata in cantina, ma l'Interpol la cerca per mezza Europa. Josef va perfino all'autogrill, ad accusare i responsabili d'avere mobbizzato la ragazza.

«Folle ma solido», dice la psichiatra forense Sigrun Rossmanith, l'uomo ha deciso di crescere la figlia ribelle come una schiava del sesso, «un animale da punire soddisfacendo intanto bisogni animaleschi», e prepara una versione che reggerà un quarto di secolo: Elisabeth che scrive lettere perché nessuno la cerchi più, che lascia i figli davanti a casa, lui che da brav'uomo li manterrà... Incredibile, eppur credibile.

Incredibile come questa prigione di 60 metri quadri, che sembra copiata pari pari dal loculo di Natascha. La porta di cemento armato che sbarra la botola, nascosta dietro una falsa parete dello scantinato e telecomandata da un codice elettronico che solo Josef conosceva. Un corridoio stretto, cinque metri per arrivare a due stanzette con due letti ciascuna, un metro e 70 d'altezza, niente finestre, un malandato angolo cottura, un cesso con lavandino e doccia. Le pareti imbottite, insonorizzate. Un impianto di ventilazione. Qualche poster, un elefantino di gomma. Stelle colorate e disegni di bambini su piastrelle bianche e sozze.

Gli schiavi avevano solo una radiolina, un videoregistratore, una tv. Proprio la tv, li ha salvati: quando Elisabeth ha sentito che la stavano cercando, che sua figlia Kerstin era stata portata in ospedale moribonda e c'era bisogno della madre, non ha resistito e ha convinto il padre aguzzino a portarla là. Lui aveva pronta l'ennesima balla («mia figlia è tornata con i suoi ragazzi!»), ma nessuno dei medici c'è cascato. «La mia famiglia mi fa molta pena, adesso», ha detto Josef in manette. Gli fa pena, adesso che non ha più potere di vita e la pena è finita. Non c'è bisogno di spiegarlo al più piccolo degli schiavi, il bambino: a 5 anni, ha visto il sole ed è salito su una macchina. Felice.

BASTARDO AGUZZINO

Spero che questi bimbi e ragazzi possano iniziare a vivere, spero che riescano con la madre ad uscire dall'incubo, senza troppi danni psicologici.

domenica, 27 aprile 2008

ORRORE IN CANTINA

AUSTRIA / NUOVO CASO NATASCHA KAMPUSCH

Tiene segregata la figlia per 24 anni
La violenta e nascono sette bimbi

La donna adesso ha  42 anni. Il caso scoperto dopo il ricovero nell'ospedale di Amstetten di una ragazza di 19 anni, ritenuta essere la primogenita della donna e del padre -padrone

  Vienna, 27 aprile 2008 - Un nuovo, sconvolgente caso di sequestro è venuto a galla in Austria con la liberazione di una donna tenuta in ostaggio per oltre venti anni da suo padre, dal quale avrebbe avuto sette figli. Lo hanno annunciato gli inquirenti.

 In condizioni psicologiche e fisiche precarie, Elisabeth Fritzl, 42 anni, ha raccontato alla polizia di aver vissuto segregata nella cantina della casa di famiglia ad Amstetten in Bassa Austria (est) dal 28 agosto 1984. Quel giorno il padre Josef, che oggi ha 73 anni ed è stato rinchiuso in carcere, gli avrebbe somministrato un prodotto anestetico e l'avrebbe ammanettata in una zona dello scantinato.

 Ufficialmente, era ritenuta scomparsa e aveva anche spedito una lettera ai genitori chiedendo che fossero interrotte le ricerche per ritrovarla. Le autorità ne avevano ricavato la convinzione che fosse finita nelle grinfie di una setta. Invece ha vissuto un autentico calvario nella cantina della casa di famiglia, durante cui suo padre "ha regolarmente approfittato" di lei, come ha detto alla polizia, e dal rapporto incestuoso sarebbero nati sette bambini.

 Tutti sono stati apparentemente partoriti al riparo da sguardi indiscreti nello scantinato dove viveva reclusa. Uno di loro, un gemello, sarebbe morto un mese dopo la nascita, per mancanza di cure, e il suo corpo sarebbe stato bruciato, secondo gli inquirenti. Tre femmine e tre maschi - che oggi hanno dai 5 ai 20 anni - sarebbero dunque nati dal rapporto incestuoso e dovranno essere effettuati esami del dna per ottenere più informazioni sui legami di parentela.

 La vicenda è venuta a galla dopo il ricovero a metà aprile di una ragazza di 19 anni, trasportata in condizioni molto gravi all'ospedale di Amstetten. Per determinare la natura della patologia, per il momento misteriosa, di cui soffre la giovane Kerstin, i medici hanno cercato invano di contattare la madre, Elisabeth Fritzl. E' a seguito di queste ricerche che il sequestro è stato scoperto ieri sera.

 Nel corso degli anni, il padre di Elisabeth sarebbe riuscito ad adottare tre dei bambini (due maschi e una femmina) facendo credere a sua moglie, Rosemarie, e alle autorità che fossero stati abbandonati davanti alla porta della loro abitazione ad alcuni anni di distanza.

 Al ritrovamento di ogni bambino, di pochi mesi di età, c'era una lettera firmata da Elisabeth che spiegava di non poter far fronte alle loro esigenze perchè aveva già altri figli. Questi tre bambini, dei quali hanno avuto la custodia ufficiale i nonni Josef e Rosemarie, sembra abbiano potuto frequentare normalmente le scuole e vissuto nella loro casa mentre la madre e i loro altri tre fratelli e sorelle (una ragazza di 19 anni, un ragazzo di 18 e un bambino di 5) erano ridotti in condizioni di vegetali nella cantina.

 Solo il padre li avrebbe in seguito rifocillati, visto che sua moglie ignorava la loro presenza. Secondo sua figlia, Rosemarie non avrebbe saputo nulla degli abusi sessuali subiti dall'età di undici anni. Arrestato ieri sera, Josef si è trincerato nel silenzio di fronte alle accuse che la figlia le ha formulato davanti ai poliziotti. Né i vicini, né i servizi sociali erano stati allertati su questa vicenda, già definita la più drammatica della storia criminale austriaca.

 Ricorda quella di Natascha Kampusch, tenuta in ostaggio per otto anni e mezzo in uno scantinato nella periferia di Vienna tra il marzo del 1998 e l'agosto del 2006 quando riuscì a fuggire, approfittando di un attimo di disattenzione del suo rapitore. Quest'ultimo si suicidò la sera della fuga.

venerdì, 25 aprile 2008

NO ALL'

    ALICE'S DAY

Oggi i pedofili bastardi si riuniscono con le loro vittime (BAMBINE ANCHE DI POCHI ANNI) per festeggiare il loro schifoso essere, tranquilli alla luce del sole e forse consapevoli della mala giustizia. Oggi troppe bambine moriranno nell'anima e nel corpo, saranno oggetti da usare, abusare e annientare. Gli verrà tolta l'anima per sempre si ritroveranno sole con il loro dolore lacerante con gli occhi spenti, persi nel vuoto, piangeranno e magari grideranno nelle mani dei loro aguzzini. Saranno giorni disumani, momenti strazianti di angoscia e terrore, nei quali l'unica domanda senza risposta sarà

PERCHE'

Mentre loro sono oggetti delle fantasie più perverse e mostruose noi fasteggiamo il giorno della libertà, facendo festa e vacanza indifferenti alla giornata dell'orgoglio pedofilo. E i politici, parlavano........ora vedremo se faranno qualcosa o se rimarranno parole al vento. Sono convinta che se tutti gli stati si organizzassero riuscirebbero a sconfiggere questa enorme piaga sociale, non ci sarebbero più giornate della vergogna dell'essere umano incapace di proteggere i propri figli, il proprio futuro.

 



 

Accusato di abusi sulla nipote si uccide in carcere


TRENTO (25 aprile) - Un operaio 50enne, arrestato mercoledì con l'accusa di avere avuto rapporti sessuali con una nipote quando era ancora minorenne, si è impiccato in carcere, a Verona, utilizzando le lenzuola del proprio letto. L'uomo della provincia di Trento si è suicidato nella notte tra il 23 e il 24 aprile, ma il cadavere è stato trovato dalle guardie carcerarie soltanto giovedì mattina.

Gli abusi sessuali sulla nipote sarebbero avvenuti dieci anni fa, quando la ragazza aveva 13 anni. A distanza di un decennio l'operaio avrebbe inoltre ricattato la ragazza, minacciandola di abusare nuovamente di lei se non avesse distrutto delle foto compromettenti in suo possesso. La giovane però l'ha denunciato e così si è giunti all'arresto. Sulle ragioni del gesto non ci sono certezze. Probabilmente le cause del suicidio sono state la vergogna e l'angoscia causate dall'accusa di pedofilia per un uomo dalla vita apparentemente ordinaria.

DOVEVA FARLO PRIMA DI ABUSARLA



 

Bambina violentata a Treviso, ricercato un nordafricano

La piccola di 10 anni è stata aggredita e stuprata mercoledì sera a Santa Lucia di Piave.

Treviso, 25 apr. - (Adnkronos) - Aggredita da uno sconosciuto e stuprata per strada. La vittima di questo episodio di violenza è una bambina di soli 10 anni. Il fatto e' accaduto mercoledì sera a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso. I Carabinieri stanno indagando ed avrebbero individuato lo stupratore: si tratterebbe, secondo le testimonianze raccolte, di un nordafricano.

La bambina, secondo quanto ricostruito dai militari e riportato dal quotidiano "Il Gazzettino", era uscita di casa intorno alle 19 per una commissione. Al rientro è stata assalita alle spalle da un uomo che le ha usato violenza. Quando è riuscita a liberarsi è corsa in lacrime dai genitori, lamentando di avere male alla pancia. Accompagnata al Pronto Soccorso dell'ospedale di Conegliano, i medici l'hanno sottoposta ad accertamenti riscontrando la violenza sessuale. Dall'ospedale è subito partita la segnalazione ai carabinieri. La piccola è stata sottoposta a tutti gli accertamenti con la massima cautela, vista la giovane età: solo ieri ha potuto fare ritorno a casa. Nei prossimi giorni sarà seguita da uno psicologo

 

postato da: Herta1971 alle ore 16:02 | link | commenti (6)
categorie: pedofilia, cronaca del trentino, alices day
giovedì, 24 aprile 2008

Ieri sera girando in internet ho visto dei video allucinanti. Bambini picchiati a sangue da genitori o da tate, bambini ricoverati all’ospedale in fin di vita, pieni di lividi enormi sui loro corpicini, con gli occhi neri gonfi e chiusi probabilmente da pugni. Bambini con cicatrici enormi, impauriti, terrorizzati, spenti di quella luce vitali che solo loro, piccoli angeli, hanno. Mi ha commossa angosciata sino alle lacrime questo video così atroce e disumano. Non riesco a concepire tanta brutalità di “genitori ecc.” nei confronti di piccoli indifesi.

Volevo avere un blog allegro pieno di spirito e non tetro, terrificante o che fa rabbrividire, però non posso per rispetto di tutti questi angeli nelle mani di mostri. Non posso essere indifferente continuando la mia vita serena e tranquilla sapendo che tutti i giorni ci sono bambini che muoiono di fame, per malattie, per le guerre o che vengono usati abusati fino all’agonia, o picchiati a morte. Mi farei schifo, vorrei poter fare qualcosa, vorrei che finisse l’orrore e la disperazione, vorrei che ci fossero video con bimbi allegri sereni, che i loro occhi fossero pieni di luce di gioia di vivere.  Vorrei che l’uomo imparasse il significato di rispetto e amore incondizionato.  Il video non lo posto oggi, ma una preghiera.

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Ama la vita così com'è, amala pienamente,senza pretese; amala quando ti amano o quando ti odiano, amala quando nessuno ti capisce o quando tutti ti comprendono. Amala quando tutti ti abbandonano o quando ti esaltano come un re. Amala quando ti rubano tutto o quando te lo regalano. Amala quando ha senso o quando sembra non averlo nemmeno un pò. Amala nella piena felicità, o nella solitudine assoluta. Amala quando sei forte o quando ti senti debole. Amala quando hai paura o quando hai una montagna di coraggio. Amala non soltanto per i grandi piaceri e le enormi soddisfazioni; amala anche per le piccolissime gioie.E Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe, amala anche se non è come la vorresti. Amala ogni volta che nasci ed ogni volta che stai per morire. Ma non amare mai senza amore.

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Condanna a 10 anni di carcere per pedofilia

 

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 Sul caso ha indagato la polizia postale Sergio Marzola, 43 anni, e' stato condannato dal gup a 10 anni di carcere con giudizio abbreviato. La confessione dell'uomo, arrestato un anno e mezzo fa, diede il via a una vasta inchieste europea sulla pedofilia via internet con sviluppi anche in Usa. Il condannato, di professione webmaster, dovra' pagare 60.000 euro come pena accessoria e rifondere i danni materiali, per ora fissati a 50.000 euro di provvisionale, a due bimbe belghe e alla loro mamma, che abitano a Bruges e si sono costituite parte civile.

L'inchiesta partita da un video
L'inchiesta che si e' chiusa con la condanna di Sergio Marzola parte da molto lontano. Tutto comincio' in Australia, nella primavera 2006, quando la polizia intercetto' un filmato di due bambine di 13 e 14 anni ritratte in atteggiamenti sessuali: le due ragazzine parlavano un dialetto fiammingo, e cosi' la polizia australiana invio' quelle immagini in Olanda per approfondire le indagini, ma sbagliando, perche' in realta' la lingua parlata era un fiammingo belga e non olandese. Si individuo' cosi' che le bambine erano di Bruges, e che erano state riprese nel video mentre avevano rapporti sessuali con il loro padre: l'uomo ammise che a girare quei video, rimbalzati in tutto il mondo, era stato il ferrarese Sergio Marzola.

Un altro caso a Belluno
Un insegnante in pensione di 63 anni residente a Feltre (Belluno) e' stato arrestato dalla polizia postale per una vicenda di pedofilia on line. L'uomo - finito in carcere una decina di giorni fa ed ora agli arresti domiciliari - avrebbe scambiato foto e materiale pedopornografico via internet con dei ragazzini. Secondo quanto riferiscono le cronache locali dei quotidiani bellunesi, l'ex insegnante si spacciava per giovanissimo nel chat in internet. Stabiliti i contatti con i ragazzini proponeva lo scambio di immagini e filmati. Sulla vicenda - fatta emergere dai genitori di un bambino - gli investigatori hanno posto il massimo riserbo per tutelare i minori, mentre accertamenti sul computer dell'uomo sono tutt'ora in corso per risalire al numero e tipo di contatti stabiliti.

Messaggio di Napolitano nella giornata dei bambini vittime della
violenza

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio in occasione della "Giornata dei bambini vittime della violenza", organizzata dall'associazione Meter fondata da don Fortunato Di Noto, giunta quest'anno alla dodicesima edizione. Nel testo, secondo un comunicato di don Di Noto, il capo dello Stato rileva che alla "incisiva azione condotta dalle Forze di Polizia, attraverso l'utilizzo sistematico di tecnologie informatiche, va affiancata una piu' stretta sinergia tra soggetti pubblici e privati che operano per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di abuso che destano sentimenti di ripugnanza".

postato da: Herta1971 alle ore 08:39 | link | commenti
categorie: cronaca, pedofilia, pedopornografia
mercoledì, 23 aprile 2008

Lunedì scorso, interrogato dal giudice, ha negato tutto
Pedofilia: arrestato un lusernese
A suo carico già un procedimento penale per reati anologhi
 

Ha negato tutto, sostenendo che il ragazzo si era inventato ogni cosa. Questa in estrema sintesi la conclusione dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto lunedì mattina in Tribunale a Pinerolo davanti al giudice Alberto Giannone, che ha convalidato l'arresto.

Intanto, almeno fino a quando il giudice non si pronuncerà sulla richiesta di arresti domiciliari, Dario Quaglia resta alla Felicina di Saluzzo. E il suo legale, Giulia Duò, fa sapere: «Il giudice si è riservato di decidere (per questo ha tempo 5 giorni, ndr): per ora non rilascio dichiarazioni».

Quaglia, 45enne residente a Luserna S.G. (dove è noto come organizzatore di sedicenti lotterie e tornei sportivi), sabato 19 è stato arrestato dagli uomini del maresciallo Raia in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare in carcere firmato dal procuratore Giuseppe Amato e dal suo sostituto, Vito Destito.

A farlo finire in manette la denuncia di un giovanissimo che il presunto pedofilo avrebbe tentato di indurre alla prostituzione, offrendogli denaro in cambio di (inequivocabili) favori sessuali.

Accuse, quelle di violenza sessuale su minori, non nuove per Quaglia che nel marzo 2007, per analoghe contestazioni (e perfino con analoghe modalità di adescamento), era stato sottoposto agli arresti domiciliari dal Gip Marco Battiglia. Una misura poi revocata in attesa dell'udienza preliminare, fissata al 27 marzo davanti al giudice Luca Del Colle e poi rinviata, su richiesta del difensore che aveva optato per il rito abbreviato.

Nel frattempo, per Quaglia, nuovi guai che potrebbero farsi davvero seri, tenendo conto che ora c'è pure il rischio di recidiva.

L'episodio che l'ha portato in carcere risale proprio al 26 marzo (manco a dirlo, il giorno prima del processo che doveva celebrarsi a suo carico). Con un piccolo prologo datato 21 marzo. Quel giorno, stando a quanto denunciato ai Carabineri, Quaglia avvicina il sedicenne davanti alla Stazione ferroviaria di Pinerolo. Si qualifica come "Dario" e gli chiede se fosse interessato ad un lavoro di volantinaggio in vista delle imminenti elezioni politiche. Pattuito il compenso (25 euro al giorno), scambiati i cellulari e fissato l'appuntamento: cinque giorni più tardi davanti al bar Sport di Bibiana.

Il ragazzo si presenta, ma non da solo. Ad accompagnarlo c'è la fidanzata. Un imprevisto che suscita l'ira di "Dario" e che manda a monte l'incontro. "Dario" però non demorde e se prima lo insulta («terrone di merda, ti avevo detto di venire da solo») poi lo cerca (ripetutamente) al telefono. Il pomeriggio stesso si incontrano di nuovo e questa volta le avances sessuali si fanno esplicite. E pure il compenso viene precisato: 1.200 euro per soggiacere alle sue voglie. Tutto questo è emerso dal racconto del ragazzo che di quelle profferte, e dei relativi compensi, non vuole sentire neppure parlare.

È spaventato, anche perché avrebbe ricevuto sul cellulare minacce anonime (del tipo «ti spacco le gambe»), ma riesce comunque, anche spalleggiato dalla famiglia, a prendere una decisione coraggiosa: rivolgersi ai Carabineri di Luserna. Quegli stessi che sabato scorso hanno arrestato, in casa sua, il presunto pedofilo.


Lucia Sorbino
 

postato da: Herta1971 alle ore 07:38 | link | commenti (1)
categorie: cronaca, pedofilia
lunedì, 21 aprile 2008

confession

 

UN SACERDOTE ABUSO' DI ME, AVEVO 9 ANNI

Di ALESSIO GALLETTI

Il racconto di una vittima in Canada


«Riuscire a fidarsi di nuovo è molto difficile quando la persona di cui più ti fidavi ti ha fatto una cosa del genere». È questa, insieme ad un dolore che non svanisce, la ferita più grande che un abuso lascia su chi lo ha subito.
Lo racconta Elena (il nome è di fantasia), molestata e violentata da un sacerdote in una parrocchia dell’Ontario. Per lei non è facile parlare di quello che le è accaduto, «ma è necessario farlo - dice - perché non voglio che altri soffrano quello che ho sofferto io».
Era la fine degli anni Sessanta ed Elena aveva circa 9 anni quando il sacerdote che avrebbe dovuto prendersi cura di lei ha iniziato a molestarla toccandole il seno. «Diceva di averne bisogno come del pane», racconta, dicendo che ogni volta le cose peggioravano, fino a quando un giorno, mentre camminava per strada, le ha offerto un passaggio in auto fino a casa. «Dopo essere riuscito a farmi salire in macchina ha iniziato a guidare, ma anziché a casa, mi ha portato in un luogo appartato, dove mi ha stuprata. È andata avanti così per tre anni e mezzo - racconta - Io ho detto subito a mia madre quello che era successo, ma lei non mi ha creduto: il sacerdote, in casa mia, era considerato la cosa più vicina a Dio».
Perché la sua famiglia le credesse è stato necessario che la sorella, per caso, fosse testimone delle violenze. Da quel giorno Elena non ha dovuto più andare a messa o all’oratorio, ma i genitori - «erano altri tempi», spiega - non andarono alla polizia, non denunciarono il fatto.
«Solo dopo molti anni ho trovato il coraggio di farmi avanti e intraprendere un’azione legale - dice - Alcuni mi hanno chiesto di fermarmi perché avrei mandato in bancarotta la diocesi, ma io ho pensato: “Come potete dire questo, loro hanno mandato in bancarotta la mia vita”».
Anche ora che è una donna adulta e sposata, Elena continua ad essere perseguitata dagli stessi incubi che aveva quando era una bambina. «Non mi hanno mai abbandonato. E ancora oggi camminare da sola e rimanere al buio sono cose che continuano a farmi paura».
Le cose sono in parte cambiate quando ha scoperto di non essere l’unica vittima del sacerdote che l’aveva molestata. «Mi sono sentita meno isolata, meno sola, questo mi ha dato il coraggio di farmi avanti e rompere il silenzio».
Molte le cose che ha scoperto parlando con le altre vittime, ma quella che l’ha ferita di più, che più l’ha fatta arrabbiare, è che la sua parrocchia sapeva degli abusi dall’inizio dei primi anni Sessanta e non ha fatto nulla per fermarli».
«L’unica cosa che hanno fatto è stata trasferire questa persona di parrocchia in parrocchia, senza fermarla. La diocesi avrebbe dovuto proteggerci, ma non l’ha fatto»


 

postato da: Herta1971 alle ore 13:44 | link | commenti (10)
categorie: pedofilia, chiesa e vaticano
giovedì, 17 aprile 2008

pedofilia7

 

PEDOFILIA: NUOVI SITI, SCAMBIO VIDEO ALLA LUCE DEL SOLE
Ancora allarme pedofilia online, sempre piu' spavalda e al passo con lo sviluppo tecnologico. Stavolta i pedofili utilizzavano una specie di "E-mule" per scaricare i video pedopornografici in tempi molto rapidi con uno scambio di password che avviene alla luce del sole. Un sistema formato da Bbs cosi' veloce da permettere ai volontari dell'associazione Meter di don Fortunato Di Noto di effettuare segnalazioni da record, addirittura 20 in meno di mezz'ora pari a 50 tra video, foto e coinvolgenti (tutto materiale inedito) bambini di eta' piccolissima violentati anche nel sonno. I piccoli coinvolti, quasi tutti filmati, sono di eta' compresa tra i 2 e i 12 anni. I volontari Meter hanno cosi' scoperto una voragine di sfruttamento sessuale, inviando le proprie segnalazioni alla Procura Distrettuale di Catania tramite la Polizia postale del capoluogo etneo. E' stata informata anche l'Interpol di Lione. Don Fortunato tira le orecchie alla politica e lancia un appello alle vittime: "Questa non e' una notizia di reato come le altre", commenta. E aggiunge: "La gravita' e l'espansione del fenomeno pedofilo e pedopornografico ha raggiunto livelli di una estrema gravita' da appellarci ancora e sempre di piu' alle promesse bipartisan elettorali sia del Pdl sia del Pd. L'Osservatorio nazionale di contrasto alla pedofilia attende di entrare in regime di lavoro con urgenza e immediatezza".

postato da: Herta1971 alle ore 13:12 | link | commenti (9)
categorie: politica, cronaca, pedofilia, pedopornografia