Chi sono

Blogger: Herta1971
Nome: Herta Mascher
Sono una mamma di 2 bimbe piccole, preoccupata per il loro futuro in questo mondo, che non ha rispetto per nessuno nemmeno degli angeli sono anche amica di Frassi e la sua associazione Prometeo, dalla parte dei bambini. Ho deciso di aprire un blog per potermi tenere aggiornata degli orrori che purtroppo devastano l'infanzia,e nella mia misera possibilità rendere partecipe chi interessato,scambiando opinioni e fatti di cronaca.Ma soprattutto per gridare il mio NO ALLA PEDOFILIA ed a OGNI TIPO DI VIOLENZA PERPETRATA ALL' INFANZIA ( la cosa più preziosa che ci sia stata donata). AVVERTENZA: Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.non può per tanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001 Visto gli argomenti trattati ed il linguaggio utilizzato, il blog è riservato ad un pubblico adulto. L'autore di questo blog non risponde dei commenti, anonimi e non inseriti dagli utenti

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venerdì, 21 dicembre 2007

 

KARACHI, I BAMBINI DI POLVERE

 


(di Martino Iannone)

   KARACHI (PAKISTAN) – Nessuno sa con esattezza quanti sono i bambini poveri che vivono a Karachi, una citta’ senza cartoline, una megalopoli di polvere. In realta', nessuno conosce con precisione quanti sono gli abitanti di questo capoluogo del Sindh, regione-stato del Pakistan, bagnato dal Mare Arabico. La popolazione dovrebbe essere di 14 milioni di abitanti ma c’e’ chi parla di 16, forse 18 milioni. I bambini, quelli di eta’ compresa tra 0 e 13 anni, forse sono due milioni e mezzo, forse tre milioni. Superata questa fascia di eta’ si diventa direttamente adulti, uomini. La maggior parte dei bambini di Karachi vive in strada a piedi nudi. Molti gia’ in tenera eta’ masticano 'pan'. E’ una foglia di noce di betel arrotolata con l’aggiunta di una sostanza rossastra, noce di areca, tabacco e spezie. Si tiene tra le gengive e le labbra che poi si tingono di rosso. Ha un effetto stimolante. Crea dipendenza e pare che provochi il cancro alla bocca.

   Molti bambini lavorano scaricando pesce al porto, nelle falegnamerie, intagliando la pietra, al mercato anche semplicemente scacciando le mosche dagli alimenti o rompendo il ghiaccio. Ma hanno anche tempo per giocare, in strada, magari con un copertone raccolto nell'immondizia.

   Alcuni ce la fanno grazie alla Edhi Foundation, l'Organizzazione non governativa (Ong) piu’ grande del Pakistan che fornisce servizi “dalla culla alla tomba”, come recita lo stesso slogan dell'Associazione, a vari gruppi di persone indigenti e in difficolta’. La Fondazione lavora lontano dai riflettori internazionali dagli anni ’60 quando nacque per iniziativa di Abdul Sattar Edhi e della moglie Bilquis. Una delle iniziative piu’ importanti realizzate dalla Edhi e’ nata per salvare tutti quei neonati partoriti fuori dal matrimonio che le madri, per timore della legge islamica della ‘sharia’, abbandonano nell’immondizia. Spesso sono donne molto povere e che hanno subito violenza. Davanti ad alcune sedi della Edhi sono state posizionate delle culle (in lingua hurdu si chiamano “jhoolas”). Qui le donne possono lasciare i loro piccoli appena nati. E’ poi la Edhi ad assicurare ai bimbi salvati un futuro.

   Quanti sono i bimbi salvati? Ci sono stati giorni, racconta Anwar Kazmi, segretario generale della Edhi Foundation, che i nostri volontari hanno portato alla nursery centrale di Karachi anche venti neonati raccolti nelle discariche o lasciati nelle jhoolas. Si stima che i neonati raccolti complessivamente dalla Edhi sono stati ventimila e sedicimila sono stati sinora quelli dati in adozione.
 

Si avvicina Natale colmo di sprechi e superficialità.Chi non ha niente riesce ad essere felice lo stesso,mentre noi ci lamentiamo.

postato da: Herta1971 alle ore 22:12 | link | commenti (3)
categorie: bambini di polvere