Solo la virtù concede un buon Karma e la più grande virtù è la compassione. Budda. NON PER I PEDOFILI

“Un bambino scomparso è una fotografia che non invecchierà mai”.
Per Caterina Boschetti, giornalista e autrice de Il libro nero dei bambini scomparsi (Newton Compton editori, 430 pagine) in libreria dal 29 maggio, è venuto il momento di togliere quelle foto dal cassetto e ricordare a tutti un dramma troppo spesso sottovalutato. Dopo Il libro nero delle sette in Italia (sempre Newton Compton), Boschetti racconta il mondo dell’infanzia negata e dà un volto a tutti quei bambini spariti nel buio. Che non sono pochi: secondo il rapporto annuale del Viminale sono 23.545 le persone sparite nel 2007, tra esse 9.710 sono minori. Le cause vanno dalla fuga volontaria al sequestro da parte di uno dei genitori, dalla riduzione in schiavitù al traffico di organi, dalla pedocriminalità al rapimento per scopo di estorsione.
Come è nato questo libro inchiesta?
Ho iniziato con una ricerca storica del fenomeno: a partire da Paolo Ratti, il primo bambino scomparso nel 1963 , ai sequestri di Farouk Kassam e Augusto De Megni. Ho cercato di raccontare questa piaga attraverso le testimonianze dei familiari delle persone scomparse e mai più tornate a casa, da Paolo Onofri, il padre del piccolo Tommy, a Luciano Paolucci, genitore di Lorenzo, il bambino sequestrato e ucciso dal mostro di Foligno. Con l’aiuto dell’Interpol, della Polizia di Stato e Postale, ma anche grazie al Ministero dell’Interno e della Giustizia ho analizzato i dati e i singoli casi.
Cosa è emerso?
Che c’è poca informazione. Se non fosse per la trasmissione Chi l’ha visto, oggi in Italia quasi non si parlerebbe di persone scomparse. Non esiste un numero verde per i bambini scomparsi, nè una banca centrale degli obitori e dei dati nazionali del dna. Manca un fondo per le vittime e le loro famiglie: anche stampare volantini costa. Non basta indignarsi quando scompare un bambino, altri Paesi hanno avviato sistemi per aiutare queste persone e noi dovremmo prendere esempio da loro. E poi volevo sfatare i luoghi comuni.
Quali?
Raccontare che non esistono solo i casi terribili di Denise Pipitone e Angela Celentano, ma mille altri come lo scenario tremendo del mondo nomade: un bimbo rom rende dai 500 ai mille euro al giorno, e così vengono venduti e usati per accattonaggio e borseggio.
Cosa spera da questo libro?
Che la gente si sensibilizzi al problema. Il 25 maggio è la Giornata internazionale dell’infanzia negata. Chi scompare lascia un segno indelebile.
Non cancelliamo il problema con l’indifferenza.

(ANSA)- LISBONA, 2 MAG - Un anno dopo non c'e' ancora nessuna certezza nel caso della piccola Maddie, la bimba inglese scomparsa il 3 maggio del 2007 in Portogallo. E' l'amara constatazione che fa oggi la stampa lusitana. 'La triste verita' e' che, un anno dopo, sappiamo del caso McCann tanto quanto all'inizio', scrive il 'Diario de Noticias'. Per il Journal de Noticias 'la pista piu' accreditata e' quella della morte accidentale della bimba nell'appartamento di Praia da Luz, ma 'manca la prova decisiva: il cadavere'
Omicidio bimba scandalizza Brasile
Strangolata e poi gettata dal balcone
Una bimba di 5 anni strangolata per sette minuti e scaraventata dal sesto piano, con il sospetto che il terribile omicidio sia opera della matrigna e del padre naturale. Sono gli ingredienti di un caso di cronaca nera che sta sconvolgendo il Brasile, al punto che il presidente Inacio Lula da Silva a intervenuto per denunciare questo "crimine mostruoso" ma anche per chiedere di evitare "giudizi sommari".
La vicenda ricorda quella di Madeleine McCann, scomparsa in Portogallo nel maggio del 2007, perché anche in questo caso un orribile sospetto ricade sui genitori. Isabella Nardoni, questo il nome della piccola, fu trovata morta, lo scorso 29 marzo. Dopo un tentativo di soffocamento Isabella morì a seguito della caduta di 20 metri da una finestra del suo appartamento, alla periferia di San Paolo.
I sospetti degli inquirenti si concentrarono subito sul padre naturale della bambina, Alexandre Nardoni di 29 anni, e sulla matrigna ventiquattrenne, Ana Carolina Trotta. La versione del padre, secondo cui sarebbe stata uccisa in casa da un intruso mentre lui e sua moglie accompagnavano dal garage al loro appartamento gli altri due figli, nati entrambi dalla loro unione, non convince gli inquirenti.
Dopo aver raccolto oltre 60 testimonianze, la polizia brasiliana sospetta che a scaraventare Isabella dalla finestra sia stata la madre adottiva, con la complicita' del marito, dopo l'ennesimo litigio con la bambina. Il padre naturale e la matrigna sono anche stati arrestati il 2 aprile, ma sono stati rilasciati nove giorni dopo.
La polizia brasiliana ha persino bloccato il traffico aereo sulla zona abitata della piccola Isabella per verificare se l'eventuale lite che avrebbe scatenato il delitto sarebbe stata udibile dai vicini di casa di Isabella. Il padre e la matrigna hanno partecipato a una trasmissione-fiume per professare la loro innocenza. E intanto, nel Paese delle telenovelas, ogni giorno arrivano pullman di curiosi da ogni parte del Brasile per vedere la casa dell'orrore.

La Cina contro la schiavitu' e il lavoro infantile
Bambini schiavi: ora sono liberi.
La polizia cinese ha salvato bambini destinati a essere venduti alle fabbriche di Dongguan
Guangdong (Sud Cina), 2 mag.- Si tratta di bambini cha fanno parte della minoranza etnica Yi; provengono dalla poverissima provincia sud-occidentale di Sichuan. Tutti con accomunati da un drammatico destino ma, fortunatamente, concluso con un lieto fine.
Sono stati liberati 107 maschi e 60 femmine, in tutto 167 bambini ora con una luce di speranza. Poco prima erano in lista per essere venduti alle fabbriche di Dongguan nella provincia di Guangdong.
La polizia ha arrestato diverse persone. Il governo cinese, invece, ha dato inizio già dall'anno scorso ad una campagna nazionale contro la schiavitù e il lavoro infantile dato che si sono verificati diversi casi di bambini, disabili mentali e contadini in misere condizioni economiche, i quali venivano barbaramente sfruttati i miniere o fornaci.
ULTIMO POST
Copio incollo dal blog
TROVIAMO I BAMBINI
Già, “bambini scomparsi, chi se ne frega“, perchè ogni anno, vengono approvate ogni sorta di leggi “scandalo” (vedi indulto), ogni sorta di legge inutile, ogni sorta di legge a favore di aumenti di stipendi (a favore dei governanti), ma le leggi a favore dei bambini rimangono sempre:
PROPOSTE DI LEGGE
Leggiamo…
(In rosso i commenti del Comitato)
16 maggio 1996:
Proposta di legge n. 977
Onorevoli Colleghi! - Presentiamo oggi questa proposta di legge che affronta il fenomeno dei minori scomparsi, purtroppo presente anche nel nostro Paese, con l’augurio che possa trovare favorevole consenso presso tutte le forze politiche e che questo problema possa essere affrontato con serenità e serietà, al di là delle ideologie e degli schieramenti. (…)
(…) Per evitare che anche da noi possano verificarsi i tristi eventi della civilissima America, dove ogni anno scompaiono più di tremila minori, abbiamo elaborato e sottoponiamo alla vostra attenzione la presente proposta di legge, auspicando che su questa tematica, non affrontata completamente dal nostro attuale ordinamento penale, si trovi una larga convergenza, la stessa magari che si è trovata per la legge sulla violenza sessuale, o per la legge sulla introduzione dell’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole, ritenendo importante e prioritaria l’intera tematica minorile e auspicando, per essa, un impegno che abbia un unico comune obiettivo: “salvare e tutelare i nostri futuri cittadini“. (…)
(…) L’articolo 2 della presente proposta di legge prevede la costituzione di una struttura adibita al controllo ed alla repressione del fenomeno, con la formazione di nuclei specializzati che sappiano indagare e investigare con opportuni accorgimenti ed il necessario coordinamento (…)
Ciccio e Tore erano a 400 metri da dove erano stati visti l’ultima volta…
L’articolo 3 prevede che il Ministro dell’interno fornisca ogni anno al Parlamento i dati dei minori scomparsi ed un’analisi completa del fenomeno, al fine di consentire agli organi di Governo di intervenire ed approntare le misure necessarie per prevenirlo o, quanto meno, arginarlo.
Nelle statistiche della polizia di Stato vengono tolti ogni anno i bambini che sono scomparsi da minorenni ma che alla data della statistica risultano diventati maggiorenni …
L’articolo 4, al comma 1, estende l’obbligo ai mezzi di informazione di diffondere le immagini dei minori allontanati o sottratti, così come sancito e stabilito al punto E della Carta di Treviso.
…I media preferiscono parlare delle veline e dei calciatori
Questa proposta di legge, è sempre rimasta PROPOSTA DI LEGGE.
27 febbraio 1997
Proposta di legge n. 3326
Onorevoli Colleghi! - Presentiamo oggi questa proposta di legge che tratta del fenomeno dei minori scomparsi, presente anche nel nostro Paese, augurandoci che tutte le forze politiche vogliano affrontare questo problema nelle sedi dei due rami del Parlamento con serenità e serietà, al di là delle ideologie e degli schieramenti di partito. (…)
(…) Considerati sia la preoccupazione destata dal fenomeno che il suo costante aumento, confermato dai dati in nostro possesso, oggi più di ieri riteniamo e siamo fortemente convinti che sia opportuno affrontarlo mettendo in atto forme e strumenti che possano prevenirlo e arginarlo al fine di reprimerlo. (…)
(…) Tenendo presente che quando scomparvero Santina Renda, Pasqualino Porfidia, Piero Parisi (quest’ultimo ritrovato cadavere a tre mesi dalla sua scomparsa),
le autorità preposte all’accoglimento della denuncia invitarono le famiglie ad attendere prima di presentare la denuncia, ritardando così di fatto le ricerche,
e considerando che la tempestività in questi casi è importante al fine della salvezza del minore, si è previsto di punire l’autorità o la persona preposta all’accoglimento della denuncia con l’arresto da sei mesi ad un anno, con un aumento della pena nel caso in cui l’omissione di accoglimento riguardi minori fino ai dieci anni (quinto comma). (…)
Filippo Pappalardi, per ben 2 volte andò per denunciare la scomparsa di Ciccio e Tore, e per ben 2 volte “il piantone” “suggerì” di passare il giorno dopo…
Anche questa proposta di legge è rimasta tale…
BAMBINI DIMENTICATI
4 aprile 2008: Ieri i medici legali avevano consegnato alla magistratura i risultati dell’autopsia su corpi dei due fratellini. La caduta nella cisterna di Francesco e Salvatore è avvenuta tra le 19.30 e le 23.30 della stessa sera della scomparsa. Francesco è morto dopo tre ore; Salvatore, invece, nel pozzo, è sopravvissuto almeno un giorno. I due fratellini sarebbero precipitati dal secondo accesso al cunicolo della morte.
9 maggio 1968: spariscono da Aspra, borgo marinaro di Bagheria (Palermo), Giuseppe La Licata e Domenico D’Alcamo di 10 anni e Vincenzo Astorino di 11. Erano stati visti assieme nel pomeriggio…
21 agosto 1975: Aveva 17 anni Rossella Corazzin quando il 21 agosto del 1975 è svanita nel nulla a Tai di Cadore. La ragazza, studentessa del liceo classico, viveva a San Vito al Tagliamento (Pordenone) ed era in vacanza con i genitori ospite di una zia. Tutti i pomeriggi, dopo un breve riposino, aveva l’abitudine di fare una passeggiata con il padre e poi sedere su di una panchina a leggere. Quella mattina, stranamente, Rossella era uscita da sola.
18 giugno 1977: sparisce Mauro Romano, 7 anni. Il bambino sta giocando davanti alla casa dei nonni a Racale (Lecce).
5 agosto 1978: sparisce da Adelfia (Bari) Vincenzo Monteleone di 10 anni. Esce di casa a mezzogiorno per andare a trovare la nonna, dalla quale non è mai arrivato.
23 aprile 1979: scompare da Villa Potenza (Macerata) Sergio Isidori, 5 anni e mezzo. Si moltiplicarono maghe, cartomanti, e soprattutto tanti sciacalli. Tentativi di estorsione, processi, condanne, ma Sergio - che oggi sarebbe un uomo - non è stato mai trovato.
28 marzo 1981: Nicola Ciavarella, 17 anni, suo fratello Giuseppe, di 16 e la sorellina Caterina 5, spariscono con i loro genitori da Sannicandro Garganico (Foggia). I loro corpi non sono stati mai ritrovati. Sono due le guerre nate nella zona tra famiglie di allevatori tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta: una tra le famiglie Libergolis da una parte e Primosa-Alfieri, l’altra tra le famiglie dei Ciavarella e dei Tarantino.
6 dicembre 1981: Stefania Puglisi, 10 anni, è uscita da casa della nonna, nel quartiere san Giovanni Galermo a Catania, per tornare dai genitori dove però non è mai arrivata. L’ultima ad averla vista è una sua amichetta, un altro testimone dichiara che la bambina è stata avvicinata da un uomo, a bordo di una FIAT 500 di colore chiaro.
7 maggio 1983: Mirella Gregori, 15 anni, è uscita dalla sua casa di Roma per andare a un appuntamento con un ex compagno di scuola. Quaranta giorni prima della misteriosa scomparsa della coetanea Emanuela Orlandi. Secondo la testimonianza di Mehmet Ali Ağca, la scomparsa delle due ragazze, insieme a quella del giornalista sovietico Oleg G. Bitov il 9 settembre dello stesso anno dal Festival del Cinema di Venezia, sono strettamente legate. Nel comunicato n. 20 del 20 novembre 1984, i Lupi grigi dichiarano di custodire nelle loro mani entrambe le ragazze.
22 giugno 1983: Emanuela Orlandi, 15 anni, è scomparsa dal centro di Roma, dopo una lezione di musica. La giovane è una cittadina vaticana. Quella che all’inizio poteva sembrare la “normale” sparizione di un’adolescente, divenne presto uno dei casi più oscuri della storia italiana che coinvolse, Vaticano, Istituto per le Opere di Religione (IOR), Banda della Magliana, Banco Ambrosiano e servizi segreti di diversi Stati, in un intreccio che non è ancora stato districato.
24 giugno 1984: Salvatore Marino, 4 anni, era in gita con i genitori sulle rive del fiume Rodano (Svizzera), giocava con una bimba slava, sino alle ore 18.55 , alle ore 19.00 scompare nel nulla.
22 marzo 1986: Guido Coen Castellino, 13 anni, sparisce dalle affollate piste del Plateau Rosa di Cervinia (Aosta) mentre sta sciando con i genitori. Voci di sciacalli lo danno a Zurigo. In realtà non se ne è saputo più nulla.
18 marzo 1990: scompare a San Ferdinando, un centro della piana di Gioia Tauro, Michelangelo Tripodi, 12 anni. Il ragazzino era partito da casa a bordo di una Vespa, mai ritrovata. Alla madre aveva detto di essere diretto verso il lungomare con degli amici. Il corpo forse sarebbe stato ritrovato nell’estate del 1996 dopo sette anni: ma di questo tragico epilogo non v’è ancora certezza assoluta.
23 marzo 1990: Santina Renda, 6 anni. Santina stava giocando con alcuni bambini nel quartiere Cep di Palermo quando, qualcuno l’ha fatta “scomparire”. Inutili le ricerche, della piccola nessuna traccia. Dopo diversi falsi avvistamenti il padre della bambina dichiara ad Arnaldo La Barbera, allora capo della squadra mobile, che la moglie aveva sognato che nella scomparsa era coinvolto un cugino di Santina di 17 anni, con problemi psichici : Vincenzo Campanella. Il ragazzo confessa di aver occultato il cadavere della bambina dopo che era morta cadendo da un motorino da lui stesso guidato. Ma poi ritratta. Il corpo non è mai stato trovato. Dopo 2 anni , il 5 febbraio 1992, scompare un altro cuginetto di Santina, Maurizio Nunzio Renda, di 8 anni. Il corpicino massacrato da colpi di spranga viene ritrovato lo stesso giorno. Vincenzo Campanella confessa anche questo omicidio e, processato per direttissima, viene condannato a 29 anni di carcere. Gli viene risparmiato l’ergastolo per le sue condizioni psichiche , ma capace di intendere e di volere. Nulla gli viene attribuito per la scomparsa di Santina.
7 maggio 1990: Pasqualino Porfidia, 8 anni, è uscito dalla sua casa di Marcianise (Caserta) e non vi ha mai fatto ritorno. Le sue tracce si perdono lungo il breve tragitto (poche centinaia di metri) che separa un vicolo del paese, dove il piccolo aveva appena terminato una partitella a pallone con gli amici, e la sua abitazione…..
10 giugno 1990: A Guardia Piemontese (Cosenza) Benedetta Adriana Roccia, 2 anni, sta raccogliendo le fragole con i genitori quando sparisce nel nulla. Allertate le forze dell’ordine le stesse, con l’ausilio di cani e l’aiuto di volontari, setacciarono per giorni sia il bosco che il vicino lago, ma della piccola Adriana non fu trovata traccia.
Esclusa la possibilità che la bimba fosse stata vittima di un incidente gli inquirenti seguirono la pista del mercato dei bambini. Nel corso delle indagini i sospetti si spostarono anche sui genitori: avevano venduto loro la figlioletta?
31 marzo 1992: Mariano Farina, 12 anni e Salvatore Colletta, di 15, spariscono a Casteldaccia (Palermo) dopo aver marinato la scuola e aver fatto scorta di bibite e merendine.
21 giugno 1993: Domenico Nicitra, 11 anni, sparisce a Roma con lo zio Francesco. Zio e nipote sono in motorino. Una vendetta contro il padre, che aveva fatto parte della Banda della Magliana.
5 ottobre 1993: è domenica, giorno di messa, Elisa Claps, 16 anni, passeggia nel centro di Potenza, prima di sparire. Quella domenica si è incontrata con un giovane di Potenza, Danilo Restivo, che ha la mania di tagliare le ciocche di capelli alle ragazze. Ora vive in Inghilterra. E’ accusato di un efferato delitto: alla vittima, una donna sposata e madre di due figli, hanno trovato nelle mani due ciocche di capelli. Una sua, l’altra di una persona sconosciuta.
13 novembre 1994: Luca Amorese Chiamato «Pelè» per il colore di pelle e la bravura a calcio, sparisce a Roma, a 14 anni.
26 dicembre 1995: Bruno Romano 12 anni scompare. Il ragazzino si allontana dalla roulotte dove viveva con i i genitori e i suoi 8 fratelli, senza farvi mai più ritorno. La famiglia Romano , di origine zingara napoletana, ma non nomade, viveva a Roma vicino al Ponte delle Valli tra il quartiere Africano e Montesacro. Secondo una prima ricostruzione dei fatti Bruno uscito dalla roulotte si era incamminato verso viale Somalia dove aveva incontrato la nonna che viveva in un’altra roulotte poco distante. Da questo momento in poi nessuno sa più nulla del ragazzo.
10 agosto 1996: Angela Celentano, 3 anni è in gita con i genitori sul Monte Faito. Stava giocando con i cuginetti prima di sparire.
26 febbraio 2000: Giuseppe Sammiceli, 13 anni, marina la scuola, prima di sparire da Lineri, frazione di Misterbianco (Catania).
14 gennaio 2003: Maria Antonietta Cannavò, 15 anni, a Paternò (Catania) è uscita la mattina lasciando la porta di casa aperta, ma non è più tornata.
23 ottobre 2003: Daniela Sanjuan, 14 anni, sparisce dalla comunità di Perugia che la ospita.
1 settembre 2004: Denise Pipitone di 4 anni, sta giocando davanti alla porta di casa a Mazzara del Vallo (Trapani) prima di sparire nel nulla.
Ritrovati…
Maria Teresa Novara, 13 anni, rapita dalla cascina a Bricco Barrano (Asti) la notte del 17 dicembre 1968. Il suo corpo è stato ritrovato otto mesi dopo in una cella sotterranea di una cascina, nelle campagne di Alba. Morta di fame da poche ore, come avrebbe stabilito l’autopsia.
Ermanno Lavorini rapito a Viareggio il 31 gennaio 1969, e ritrovato cadavere sotto la sabbia di Marina di Vecchiano. Per questa vicenda furono condannate tre persone, “i tre ragazzi della pinetina”.
Marco Dominici, 7 anni, scomparso il 26 aprile 1970 mentre si trovava nell’oratorio di Don Bosco, a Centocelle, un quartiere periferico di Roma. I resti del bambino furono ritrovati sette anni dopo, da un cacciatore, in un cunicolo del Forte Predestino. Un minorato psichico, accusato del delitto, venne poi assolto in appello per non avere commesso il fatto.
Il 21 maggio 1980 alcuni operai trovarono nell’intercapedine delle fondamenta di un edificio lo scheletro di Pasquina Stramaglia, scomparsa il 17 maggio 1979, a 5 anni. Intorno al collo aveva ancora il tubo di gomma con il quale era stata strangolata.
Raffaella Esposito, 10 anni, figlia di un venditore ambulante, sparì il 13 gennaio 1981 da Somma Vesuviana, un centro alle falde del Vesuvio, mentre tornava da scuola. Il cadavere venne ritrovato due mesi dopo in una cisterna per l’acqua piovana nella zona di San Gennariello ad Ottaviano. Aveva la cintura del cappotto stretta intorno al collo. Per lei lanciò un appello dal carcere unluogotenente di Raffaele Cutolo. Il 14 aprile una telefonata anonima al quotidiano di Napoli “Il Mattino” rivendicò l’uccisione di un uomo di 37 anni che era stato interrogato per quella scomparsa, ma che era riuscito a dimostrare la propria estraneità. “La Camorra ha giustiziato l’assassino della piccola Raffaella Esposito: I bambini non si toccano”.
Patrizia Bolognini, 7 anni. Scomparve da Pieve a Maiano (Arezzo) l’11 marzo 1981. La bambina era stata soffocata e il suo corpo gettato in una pozza d’acqua.
Barbara Sellini di 7 anni e Nunzia Munizzi, di 10, vengono ritrovate il 3 luglio 1983, in un canalone di Ponticelli (Napoli): i due corpi erano legati uno all’altro e, in parte, carbonizzati. Prima della morte erano state seviziate. A ucciderle sono stati quelli che poi furono soprannominati i “mostri di Ponticelli”.
Giovannino Caruso, 10 anni, sparì il 9 giugno 1984 a Francofonte (Siracusa). Il cadavere venne trovato 40 giorni dopo la scomparsa.
Michele Candela, 3 anni, figlio di un sordomuto e di un’invalida, sparisce il 5 maggio 1985 nelle campagne di Ospedaletti di Alinolo (Avellino). I resti del bambino vengono ritrovati due mesi dopo da un pastore sul monte Partendo. Accanto al corpo, la maglietta e i pantaloncini che il bambino portava il giorno della scomparsa.
Giovanni Pizzone, 10 anni, scompare il 3 gennaio 1986 da Casavatore (Napoli). Dopo essere stato violentato viene fatto a pezzi con una spranga.
Salvatore Celentano, 9 anni, sparì da Siracusa l’11 maggio 1988. Il suo cadavere venne trovato undici giorni dopo in una vecchia tonnara abbandonata. Il bambino era stato assassinato a colpi di pietra.
Saverio Purita, 11 anni, scompare il 23 febbraio 1990 a Curinga (Catanzaro): viene soffocato e poi bruciato.
Cristina Capoccitti, 7 anni, viene violentata e strangolata a Balsorano (L’Aquila) il 23 agosto 1990.
Vincenza Sudano, 6 anni. Il corpo viene ritrovato in un cassonetto dei rifiuti ad Aidone (Enna) il 27 settembre 1990.
Nunzio Renda - 6 anni, cuginetto di Santina, scomparsa il 23 marzo 1990 - sparisce dal quartiere Cep di Palermo il 5 marzo 1992. Il cadavere del bambino viene ritrovato quella stessa sera fra alcune sterpaglie vicino a casa.
Daniele Gravilli 3 anni, il 13 settembre 1992 muore soffocato dopo essere stato violentato da uno sconosciuto su una spiaggia a Torre Chianca (Lecce).
Il 4 ottobre 1992, Simone Allegretti, 4 anni, scompare da Maceratola (Perugia) e viene trovato due giorni dopo soffocato.
Il 7 agosto 1993 tra Casale e Foligno viene ritrovato il corpo di Lorenzo Paolucci, 10 anni. Arrestato, Luigi Chiatti confessa questo omicidio e quello di Simone Allegretti.
Luca Amorose, una piccola promessa del calcio, conociuto come il Pelè del Quadraro, un quartiere periferico di Roma, scompare il 13 novembre 1994. Per questa scomparsa sono stati arrestati Elvinio Gargiulo e suo figlio Mario. Dalle loro confessioni emergono storie di pedofilia tra cui anche l’uccisione di Valentina Paladini, 11 anni.
Simeone Nardacci di 8 anni scompare a Ostia il 19 luglio 1998. Il giorno dopo la polizia lo trova morto in una baracca, nella pineta di Cstel Fusano.
Mauro Iavarone, 11 anni, scompare il 18 novembre 1998 a Piedimonte San Germano (Roma). Viene ritrovato morto il 21 novembre.
Giorgio Gettato, 3 anni, scompare il 17 Dicembre 1999, viene ritrovato morto, ucciso dalla madre che lo butta nelle acque gelide del fiumiciattolo Chiese in piena.
Francesco e Salvatore Pappalardi di 14 e 12 anni spariscono da Gravina (Bari) il 5 giugno 2006. Vengono ritrovati il 25 febbraio del 2008, dentro ad una cisterna.
Di alcuni di questi bambini si è parlato molto. Di altri no. Come non si è parlò sui giornali della scomparsa di un dodicenne, Edoardo Novata, sparito nell’agosto del 1995. I genitori andarono nella redazione di un giornale locale con la foto del figlio in mano. Gli fu detto di tornare il giorno dopo, che era ancora troppo presto per dare l’avviso della scomparsa. Fu trovato 48 ore dopo morto, insieme a un ragazzo di 17 anni sparito giorni prima, e a un anziano di 67. I corpi erano stati gettati in due pozzi a Norma (Latina). Li aveva uccisi un giovane di 26 anni, Simone Cassandra. (…)
Quanti bambini si potevano salvare ?
“Grazie” Governo Italiano per esserti attivato
con leggi adeguate…
Ma sì… dormiamoci su…
Tanto a fine mese sempre 15.000 euro
ci entrano nelle tasche…

E adesso diteci, quale voglia si può avere nell’andare a votare…
Aiutateci a chiederlo ai principali leader che ambiscono “al trono”:
Silvio Berlusconi
Walter Veltroni
Daniela Santanchè
Pierferdinando Casini
Clicca qui per inviare anche tu una mail
( se non utilizzi outlook questi gli indirzzi a cui mandare la mail: berlusconi_s@camera.it; ld.gabinetto@comune.roma.it; daniela.santanche@danicomunicazione.it; casini_p@camera.it; info@troviamoibambini.it )
Aiutaci a diffondere questo articolo, che per protesta rimarrà tutta la settimana antecedente alle elezioni politiche 2008.
SPERANDO CHE SIATE NUMEROSI E RICORDANDO:
“CHE NON CAPITA SEMPRE AGLI ALTRI…”
Tutti assieme per i nostri bambini.

Grazie.
Il regista Damian Harris affronta il tabù dei bambini rapiti e stuprati Choc pedofilia Vite violate sullo schermo
Nessuna scena scabrosa però il tema è così forte che molti lasciano la sala
BERLINO — L'infanzia di Leslie finisce una bella mattina di sole. Otto anni, capelli biondi, occhi chiari e fiduciosi, va a scuola percorrendo il solito vialetto fiorito. Ma dietro una siepe ad attenderla c'è il Lupo, un affabile signore di mezza età che finge di cercare il suo cane. La bambina gli dà retta, per aiutarlo fa tardi e accetta un passaggio in auto. In classe quel giorno Leslie disegna angeli sorridenti, nel pomeriggio lo sconosciuto è ancora in agguato. Ancora la invita a salire in macchina, ma stavolta il viaggio sarà verso l'inferno. Il nuovo mondo che l'attende è quello della pedofilia, della tratta dei bambini, della violenza più atroce. Gardens of the Night di Damian Harris, ieri in concorso, ha scosso la Berlinale sollevando un tema di sconvolgente attualità, che rimanda alla vicenda recente della piccola Maddie, pure lei bionda e bella.
L'insostenibile crescendo di angoscia della storia ha così spinto molti ad abbandonare la proiezione del film, che pur senza mostrare nulla lascia intendere tutto. Ma quello che più ha turbato è il legame tra la piccola vittima e il suo carnefice, capace di tenerezza, di incantarla con coccole, giocattoli, bevande drogate. Dopo una di queste bibite Leslie si sveglia in una casa con la porta chiusa a chiave e le sbarre alle finestre. Nella stessa stanza c'è un altro bimbetto, scuro di pelle, Donnie, anche lui raggomitolato in un lettino, anche lui accudito da quel signore gentile che sa consolare le lacrime e convincerli di esser stati abbandonati dai genitori. Si fa chiamare «zio». E da bravo zio pettina i capelli di Leslie, l'accudisce durante il bagnetto, le porta il latte con il sonnifero, le toglie la camicia e la fotografa. Talvolta, di nascosto, la conduce in una villetta dove altre bimbe tristi come lei indossano per il piacere dei padroni di casa vestine da bambola. «Tutti mi sconsigliavano di accettare questo turpe ruolo ma io dovevo farlo — interviene Tom Arnold che impersona il rapitore —. È stata dura, anche perché ho vissuto sulla mia pelle un'esperienza simile. A quattro anni sono stato molestato da un vicino di casa. Mi dava i bonbon e faceva parere tutto un gioco, tanto che per molti anni ho pensato che quelle cose lì le facessero tutti i bambini. Da grande sono andato a cercare quell'uomo, ho scoperto che era sposato e aveva quattro figli adottivi ».
Caramelle e manipolazione psicologica danno i loro frutti: rassegnata alla sua sorte Leslie muore dentro. La ritroveremo otto anni dopo sul marciapiede, graziosa adolescente (a darle il volto la delicata Gillian Jacobs) ma anche tossica e prostituta, usa a battere con il suo «fratellino» di sventura e tanti altri ragazzi perduti. Un'occasione di salvezza le verrà offerta da un assistente sociale (John Malkovich, in un intenso cameo) che riuscirà addirittura a farle ritrovare la famiglia. Ma ormai troppo tardi. «Le statistiche dicono che negli Usa i ragazzi di strada sono un milione e trecentomila, il 60% di loro sono vittime di violenze e abusi — dichiara il regista —. Ho parlato con membri del Child Sex Crimes di New Orleans e la Polizia di San Diego, dove mi hanno detto che questa città è ormai la capitale dei "kiddie porn"». Un altro rapimento di bambino, pur se con lieto fine, si è visto sempre ieri in Julia di Eric Zonca, protagonista Tilda Swinton, nei panni di un'alcolista fuori di testa, pronta a improvvisare un sequestro di minore. «Una donna senza alcun senso materno — si definisce l'attrice —. Ce ne sono tante, non occorre essere ubriacone. Ma a Julia tocca la fortuna di scoprirsi madre nel modo più inatteso»





Una scomparsa inquietante
Nome Mari Luz Cortes
Età 5 anni
Scomparsa in data 13 gennaio 2008
Zona: Andalusia Spagna. La piccola vive a Huelva, ad appena un’ora e mezza di macchina da Praia da Luz, la località nella regione portoghese dell’Algarve da dove Maddie è sparita.
Mari Luz Cortès è di origine gitana, ma di pelle bianca, i capelli castano chiari, ricci, al momento della scomparsa era vestita con un gilet fucsia, una gonna corta e scarpette bianche.
La famiglia di origine gitana mostra la foto di Mari Luz, che ha 5 anni, scomparsa domenica 13 gennaio2008, mentre stava andando a comperare un sacchetto di patatine al chiosco vicino.
La descrivono come una bambina timida, forse qualcuno l’ha presa credendola perduta la cercano senza trovarla…
Da quel giorno i genitori chiedono la restituzione della bambina pregano chi la trattiene, che se vogliono del denaro, venderanno il loro appartamento, la loro macchina, tutto ciò che hanno…. ma che restituiscano la bambina.
Mari Luz Cortès è di origine gitana, ma di pelle bianca, i capelli castano chiari, ricci, al momento della scomparsa era vestita con un gilet fucsia, una gonna corta e scarpette bianche.
Per le ricerche la polizia, così come la famiglia hanno cercato in tutta la città di Huelva dove loro vivono, distribuendo numerose foto della bimba.
Per tutte le segnalazioni o informazioni su Mari Luz Cortès telefonate immediatamente al posto di polizia piu’ vicino o contattate i numeri:
In lingua Spagnola
0034630363202 oppure 0034665159776
In lingua Francese
0033687676243
Italiano
113
Fonte SOS Enfants
Sparita bambina spagnola di 5 anni
Forse una rete di pedofili nella regione
HUELVA (16 gennaio) - Un’altra bambina sparita, a 90 minuti di guida da dove è scomparsa la piccola Maddie McCann, fa ipotizzare che in quella zona, fra Spagna e Portogallo, sia in azione una rete di pedofili. La bambina è Mari Luz Cortes, di 5 anni come Maddie, scomparsa domenica mentre era andata a comprare un pacchetto di patatine fritte in un negozio vicino casa. La località dove è avvenuta la sparizione e dove Mari e la sua famiglia vivono è il quartiere Torrejòn, nella città andalusa di Huelva, a un centinaio di chilometri da Praia da Luz, la città portoghese da dove è scomparsa Maddie il 3 maggio.
Del caso ora si stanno occupando sia la polizia spagnola, che quella portoghese, in funzione dei possibili collegamenti tra la sparizione delle due bambine. Il detective della famiglia McCann ha rivelato che si sta indagando su una banda di pedofili che hanno base in Spagna e appoggi in Belgio e Marocco, il che fa presumere la possibilità che Maddie sia stata portata in un altro paese.
Per Mari Luz c’è una testimonianza: sarebbe stata avvistata su un autobus con una donna zingara. Il padre della bambina ritiene questa testimonianza attendibile visto che la fonte ha descritto nei minimi particolari l’abbigliamento che Mari aveva quando è scomparsa, ossia un paio di jeans e una camicetta rosa fucsia.
Alle critiche mosse verso i genitori che hanno lasciato uscire una bambina così piccola da sola, il portavoce della famiglia spiega che «E’ normale che sia andata da sola al negozio, visto che è solo dietro l’angolo. Nessun bambino è mai scomparso prima da qui, si tratta di un piccolo vicinato dove tutti si conoscono. La famiglia ha vissuto qui per tutta la vita». I McCann hanno espresso da subito solidarietà verso la famiglia Cortes.
I genitori di Maddie avevano visitato Huelva nel mese di agosto, durante le ricerche della figlia e sono convinti, come gli investigatori da loro ingaggiati, che le sparizioni siano collegate. Si sono detti «molto preoccupati che un’altra bambina nella regione risulti dispersa». I genitori di Mari non ci stanno a fare raffronti fra le due sparizioni e il padre della piccola, Juan Jose Ramirez Cortes, ha dichiarato: «Non è quello che vogliamo contemplare in questo momento».
La famiglia Cortes ha deciso però di seguire l’esempio dei McCann per quanto riguarda le ricerche, distribuendo migliaia di volantini che ritraggono la piccola con i capelli castani e dei grandi occhi marroni e lanciando appelli in tv.
Fonte Il messaggero.it

Ci sono storie, che non fanno scalpore, come le veline e i calciatori, perchè parlano “solo” di bambini, e di giovani genitori (in questo caso un papà) che si impicca perchè scompare il suo bambino di nemmeno 2 anni…
Un papà di soli 31 anni di Livorno che non ha sopportato al dolore di perdere il proprio figlio…
Portato via da due uomini, che neppure erano lontani parenti della famiglia…
Un bambino forse venduto…
Questi 2 uomini sono riusciti ad espatriare con il bambino e forse a venderlo…
Sono rimasti i genitori del papà del bambino, a lottare per capire che fine abbia fatto il loro nipotino, il loro bimbo al quale piaceva tanto la favola della “Carica dei 101″ ….
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Il papà di Daniel |

La mamma di Daniel
DAYAMARA PERIGO’ COLLANTES
E’ avvenuto a novembre 2007
Due mesi da incubo…
8 Novembre Dayamara Perigò Collantes, sparisce nel nulla insieme al figlio Daniel, avuto dal marito Daniele De Nicola, che ne denuncia la scomparsa in Questura, e contemporaneamente tappezza la città di volantini, con le foto della moglie e del figlio. La Questura però non attiva da subito le indagini e lascia trascorrere giorni preziosi. Un ritardo che risulta poi essere deteminanate nella manacata risoluzione del caso.
9 Novembre il piccolo Daniel lascia l’Italia dall’areoporto fiorentino di Peretola. Destinazione Stati Uniti, in particolare San Francisco. Le ricerche della polizia in questo momento non sono ancora scattate e il piccolo si imbarca insieme a due uomini americani, uno dei quali potrebbe essere l’ex marito della madre. Secondo le informazioni in possesso della famiglia, De Nicola, il bambino che è cittadino italiano, si è imbarcata e ha viaggiato con il suo vero nome pur non essendo legato a quegli adulti da alcuna parentela.
10 Novembre, lascia l’Italia anche la madre di Daniel e prende un volo per Cuba. Da allora di lei non si sa più nulla.
11 Novembre, Daniele De Nicola assieme alla cognata, decide di lanciare un appello pubblico per ritrovare suo figlio, e va alla redaione del Corriere di Livorno a raccontare la sua storia. Parla a fatica e tiene sempre gli occhi bassi.
15 Novembre, Daniele non regge al dolore, e si impicca nel piccolo appartamento, che stava ristrutturando in via Cherubini e dove avrebbe dovuto andare ad abitare, appena terminati i lavori. Fu il padre a trovare il corpo privo di vita. Aveva solo 31 anni.
LIVORNO - “Noi vogliamo sapere che fine ha fatto nostro nipote e perché sua madre per farlo uscire dall’Italia lo ha affidato a due sconosciuti americani che lo hanno portato a San Francisco. Da due mesi non abbiamo notizie di lui e non ce la facciamo più a vivere così”.
Armando De Nicola e Antonia Spagnolo, genitori di Daniele De Nicola, il giovane livornese che il 15 novembre scorso si era impiccato nella sua abitazione, sette giorni dopo che la moglie cubana era sparita con il figlio Daniel di due anni e mezzo, raccontano la loro odissea.
Cominciata proprio a novembre e che poi si è trasformata in una croce che si porteranno addosso per sempre: la morte di un figlio, che non ha retto al dolore di vedersi strappato il proprio bambino.
“Per mesi abbiamo condotto una battaglia quasi solitaria - dice Antonia Spagnolo - perché neppure la polizia dava troppo peso a quanto era accaduto. L’allontanamento di Daymara Perigò Collantes, la madre di Daniel, non era stato preso nella giusta considerazione.
Dicevano che la madre poteva portarsi il bambino dove voleva, senza dare troppe spiegazioni. E questo credo che abbia rallentato in modo determinante le sue ricerche, finché non ne abbiamo perso le tracce.
Adesso speriamo solo che non sia per sempre e che un giorno potremo riabbracciare nostro nipote”.
Sono distrutti dal dolore Antonia e Armando, il volto scavato dalle rughe, rese ancora più profonde dalle preoccupazioni delle ultime settimane. Gli occhi liquidi, gonfi di lacrime. Ma anche la lucidità e la determinazione, insieme alla dignità, di chi vuole andare fino in fondo conoscere ogni dettaglio di questa tragedia che ha distrutto la loro famiglia. “Noi siamo disposti anche a richiedere l’affidamento del bambino - spiega Antonia - anche se il Tribunale dei minori ci ha già anticipato che forse non possiamo farlo. E sapete perché? Perché noi abbiamo denunciato la madre del bambino. Perché siamo stati noi ad avviare l’iter giudiziario”.
Già perché la donna è indagata per sottrazione di minore dalla procura di Livorno, dopo che le autorità italiane si sono finalmente messe in moto e hanno avviato le indagini. E così hanno scoperto che il 9 novembre, esattamente 24 ore dopo la denuncia in questura dei coniugi De Nicola, il piccolo Daniele era già partito per gli Stati Uniti dall’aeroporto di Firenze.
Come sia stato possibile non è ancora chiaro. E lo vorrebbero sapere anche i nonni. Quello che però risulta con certezza ai due anziani è che Daniel è stato affidato dalla madre a due uomini americani, di 36 e 29 anni, uno dei quali sarebbe l’ex marito della donna, che si sarebbero imbarcati da Peretola con destinazione San Francisco.
Solo il giorno successivo Dayamara Perigò Collantes avrebbe lasciato l’Italia con destinazione Cuba. “Ma noi vogliamo sapere come sia stato possibile - dice Antonia Spagnolo - che nostro nipote, che ha passaporto italiano, sia potuto espatriare senza problemi e il suo nome sia stato inserito sul passaporto di un americano che non aveva con lui alcun legame di parentela.
Non sappiamo cosa pensare e abbiamo perfino paura che il bambino possa essere stato venduto dalla madre a qualcun altro. Insomma, non sappiamo che fine ha fatto e questo ci preoccupa. Io venerdì sera, presa dalla disperazione, ho chiamato direttamente il consolato italiano di San Francisco e ho chiesto spiegazioni, ma il funzionario non ha saputo darmi risposte soddisfacenti. Anche perché pare che, dai biglietti aerei, il bambino abbia viaggiato con il suo vero nome Daniel Enrique De Nicola, ma allora come è possibile che sia accaduta una cosa del genere?
Credo che se la polizia si fosse mossa per tempo, tutto questo poteva essere evitato. Ora le nostre ricerche diventano molto più complicate perché devono essere estese a livello internazionale e ciò rende più difficile l’individuazione del bambino”.
Antonia parla a ruota libera, fissa il cronista negli occhi e parla. Il suo non è più un racconto, ma lo sfogo di una nonna disperata. Il marito tace, si commuove, ogni volta che il racconto sfiora i dettagli della vita di tutti i giorni: “Come quando - aggiunge nonno Armando - stava a casa nostra a giocare insieme a noi. Era un bimbo sempre sorridente, allegro, sereno”. “Mi ricordo - dice Antonia Spagnolo - che voleva sempre che gli leggessi la favola della Carica dei 101. E a forza di leggergliela l’aveva imparata a memoria, così, quando a volte, saltavo delle parti per fare più in fretta era lui a interrompermi e a raccontare le parti che non avevo letto. Non aveva ancora due anni e già sapeva farne un riassunto quasi perfetto. Era sveglio, Daniel. Molto sveglio.
E adesso non so neppure dove si trovi e con chi“. Armando De Nicola si asciuga gli occhi e dice: “Mio figlio non c’è più. Non ce l’ha fatta a sopportare la disperazione per avere perso suo figlio e si è ammazzato. Noi oggi combattiamo anche per lui. Riavere Daniel, poterlo crescere o comunque sapere soltanto che sta bene ed è sereno è un modo per far rivivere il nostro Daniele per provare a rendere meno doloroso il resto della nostra vita”.
Fonte il Corriere di Livorno - Gabriele Masiero
Aiutiamo questi nonni a ritrovare il loro nipotino…
Diffondendo a tutti i nostri contatti la foto di Daniel…
Un caloroso abbraccio ad Armando e Antonia, con la speranza di potervi aiutare nel ritrovare Daniel.
A tutte le Istituzioni che hanno causato la morte di un giovane papà urliamo:
VERGOGNATEVI
Con la speranza che vi arrivi
FORTE E CHIARO !
IL COMITATO TROVIAMO I BAMBINI
Non ho parole, solo tanta rabbia per l'indifferenza delle leggi che evidentemente non ci sono e quelle poche che esistono non sono per i cittadini o per la tutela dei bambini.
E' una vergona lo "stato" italiano.
Siamo soli a combattere realtà che aumentano spaventosamente,siamo soli nella nostra disperazione.
TELEFONO AZZURRO, AL VIA UNA CAMPAGNA PER
ROMA - Il disagio dell'infanzia, come quotidianamente le cronache dimostrano, è un'emergenza dalle dimensioni sempre più allarmanti, ed è per questo che Telefono Azzurro dal 5 al 13 Gennaio 2008 sarà presente nelle reti Rai con una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi centrata sull'sms solidale 48582.
Obiettivo della campagna è avviare un processo di informazione capillare di un fenomeno tanto grave quanto eterogeneo, che va dall'abuso fisico e psicologico al bullismo, dall'emergenza della pedopornografia su Internet allo sfruttamento in tutte le sue atroci declinazioni. Telefono Azzurro è presente da venti anni sul territorio nazionale per tutelare l'infanzia e l'adolescenza, sia in termini di consulenza che di intervento in emergenza.
Oltre alla risposta telefonica, al centro dell'attività dell'associazione, c'é l'impegno all'interno delle scuole per la prevenzione dell'abuso e del maltrattamento, l'attività di sostegno nelle carceri, così come la creazione di strutture di accoglienza, diagnosi e trattamento dei bambini maltrattati, che operano in stretta collaborazione con i servizi del territorio
Telefono Azzurro è nato con l′obiettivo di ascoltare, direttamente dalla voce dei bambini, le violenze rimaste vissute in solitudine o coperte per troppo tempo dall′omertà degli adulti. Ormai però, a 20 anni da allora, si è trasformata in un′associazione nazionale che si occupa dei bisogni dei più piccoli a 360 gradi.
I progetti in piedi sono moltissimi: i maltrattamenti su bambini e adolescenti sono infatti ancora all′ordine del giorno. Secondo
Il contributo servirà a portare avanti azioni di prevenzione, informazione e sensibilizzazione, ma anche sostegno sociale e psicologico, fino ai veri e propri interventi di emergenza. Come nel caso degli abusi e dei maltrattamenti: Telefono Azzurro non gestisce soltanto, come i più sanno, i centri di ascolto con la gestione del 114, il numero nazionale di emergenza bambini, ma ha attivato i Tetti Azzurri di Roma e di Treviso per la diagnosi e la cura delle piccole vittime e delle loro famiglie. Nelle sue sedi l′associazione realizza corsi di formazione e aggiornamento per operatori dei servizi socio-sanitari del territorio, organizza corsi di aggiornamento per insegnanti per riconoscere in tempo i segni del disagio del bambino abusato e promuove la diffusione di una cultura più attenta al tema.
Anche per quanto riguarda il bullismo - tema spesso alla ribalta della cronaca - Telefono Azzurro interviente privilegiando la prevenzione piuttosto che la punizione. Con i suoi laboratori per gli alunni delle scuole primarie e secondarie (nell′anno scolastico 2006-2007 sono stati coinvolti 1382 ragazzi), l′associazione immette i ragazzi in un circolo virtuoso, nel quale il bullo o potenziale bullo non viene additato e isolato, ma coinvolto in strategie positive di comportamento.
Tuttavia, è sul fronte delle nuove tecnologie, sviluppatesi con internet e la telefonia mobile, che si sviluppano le più sordide forme di violenza ai bambini: l′adescamento on line e la pedopornografia sono contrastate da Telefono Azzurro attraverso la raccolta e l′inoltro alle autorità di segnalazioni di materiale web illegale e potenzialmente dannoso per bambini e adolescenti.
Meno diffuso, meno conosciuto, meno discusso, ma ugualmente grave, il disagio vissuto dai bambini figli di detenuti: sono 21.422, e 44 di loro, con meno di tre anni di età, vivono in un istituto di pena assieme alla loro mamma. A loro l′associazione ha dedicato uno specifico piano di aiuto, il Progetto carcere, volto a creare nuovi nidi e nuove ludoteche all′interno delle case circondariali e a portare via dal carcere i bambini da
Infine, la piaga del lavoro minorile. Un fenomeno ampio, diversificato, diffuso in tutto il Paese da nord a sud, che coinvolge bambini e ragazzi italiani e stranieri, poveri o a rischio di povertà, scolarizzati o non scolarizzati. Nel 2002 l′Istat parlava di 144 mila bambini lavoratori tra i 7 e i 14 anni; e nei giorni scorsi, una ricerca Ires-Cgil e Save the Children ne ha stimati 500 mila. Anche su questo fronte, Telefono Azzurro è impegnato con la linea 114 emergenza infanzia che raccoglie segnalazioni di situazioni di sfruttamento. Obiettivo dell′associazione è potenziare l′attività di monitoraggio e di comprensione del fenomeno con la ricerca sui fattori che influenzano offerta e domanda di lavoro minorile.
Una gran bella notizia da festeggiare!Gianni e Veronica Garufi, i fratellini scomparsi da Arezzo, sono stati ritrovati !!!!!!! La polizia li ha rintracciati a Paternò (Palermo) in un'abitazione fatiscente dove erano stati nascosti dal padre.
Questo blog è stato il primo, l'11 dicembre scorso, a diffondere l'appello per la loro ricerca e a pubblicare le foto dei piccoli, presenti sul sito della polizia di stato- sezione minori scomparsi- ed ignorati completamente dai media.
Sono davvero felice, per questi due bambini che hanno potuto riabbracciare la madre,Pavla Gavendova e che potranno festeggiare l'arrivo del nuovo anno sereni. Sono anche felice perchè è bello vedere realizzato qualcosa in cui credi. Ora i giornali e le tv , senza nominare il blog,parlano di un vecchio appello della polizia che auspicava che Gianni potesse festeggiare il suo compleanno a casa.In realtà, per onor di cronaca,la frase sul compleanno è partita da me, da questo blog ed io non lavoro in polizia (la polizia è più professionale nei suoi appelli). Dal sito della polizia avevo tratto gli identikit dei piccoli e le circostanze della scomparsa.A ciascuno il suo: la polizia ha compiuto il lavoro più importante e li ha ritrovati, ma lasperanza che Gianni potesse festeggiare il suo compleanno a casa è partita proprio da qui e si è quasi esaudita...In fondo lo festeggerà solo con 12 giorni di ritardo!!!
Voglio condividere la mia gioia con tutte le persone che ci hanno creduto con me ed in particolare con:luca shakespeare1975,hettori , arciere linda ed herta, che hanno diffuso l'appello anche nei loro blog , facendo sì che si diffondesse ancora ed ancora. Grandi!
E' stato un ritrovamento lampo come pochi, grazie sicuramente al lavoro prezioso ed insostituibile della polizia, ma grazie anche al lavoro di sensibilizzazione e alle energie positive che si sono attivate.Sono felice!


L'UNIONE FA LA FORZA. NOI TUTTI SIAMO UNITI E FORTI