Solo la virtù concede un buon Karma e la più grande virtù è la compassione. Budda. NON PER I PEDOFILI
"Violentata dal nonno e dal papà"
Un incubo vissuto due volte. È una vicenda da brivido quella denunciata da una giovane della Valsugana che, oltre agli abusi del padre - già condannato - ha raccontato di essere stata vittima di molestie anche da parte del nonno
Un incubo vissuto due volte. Violenze inflitte da persone che avrebbero dovuto proteggerla ed amarla. È una vicenda da brivido quella denunciata da una giovane della Valsugana che, oltre agli abusi del padre - già condannato - ha raccontato di essere stata vittima di molestie anche da parte del nonno. Nel 2002 la ragazza, che all'epoca dei fatti era una adolescente, trovò il coraggio di confidare ad un'amica di essere stata vittima di attenzioni morbose ed abusi sessuali da parte del papà. Il racconto delle violenze venne quindi ripetuto anche agli inquirenti che ritennero credibile quanto denunciato. A suffragare quel racconto anche un diario molto dettagliato, nel quale l'adolescente aveva annotato l'orrore vissuto. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Alessandra Liverani, erano state rapide, anche perché le prove a carico dell'uomo erano schiaccianti. Alla fine il padre aveva ammesso gran parte della sua responsabilità, spiegando che non sapeva che cosa gli fosse successo. E così l'uomo era stato condannato in rito abbreviato per la violenza sessuale sulla figlia. Lo scorso anno, però, quella ferita si è riaperta. La giovane si è nuovamente presentata agli inquirenti, raccontando che quelle subite dal padre non erano le uniche violenze vissute. «Anche il nonno ha abusato di me». Una denuncia che, se confermata, sarebbe a dire poco agghiacciante. Secondo quanto riferito dalla giovane gli abusi sarebbero avvenuti sempre durante l'adolescenza. In particolare, in occasione di una trasferta in automobile fuori regione per motivi di lavoro, il nonno avrebbe approfittato di lei. Alla luce della nuova denuncia il pm Liverani, titolare dell'inchiesta, ha avviato nuovi accertamenti, al termine dei quali ha però deciso di chiedere l'archiviazione. Il racconto della ragazza, in sostanza, non sarebbe ritenuta credibile e non sarebbero emersi elementi certi in ordine alla responsabilità del parente. Le perplessità maggiori degli inquirenti sono legati proprio al fatto che, benché sentita più volte in occasione della prima denuncia, non avesse mai riferito di avere subito violenze anche da parte del nonno. La vittima ha spiegato di non avere avuto il coraggio di denunciare anche il nonno perché aveva molta più paura di lui che non del padre. Per questo avrebbe deciso di raccontare anche di questi abusi solo alcuni anni dopo la prima denuncia. La richiesta di archiviazione è stata però respinta dal gip Marco La Ganga: sulla decisione del giudice potrebbe avere pesato proprio il fatto che in una prima occasione la drammatica denuncia della ragazza era risultata fondata ed aveva trovato riscontri precisi durante le indagini. Non sarebbero inoltre emersi elementi di rancore o dissidi tali, tra la giovane ed il parente, da motivare una accusa tanto infamante. Il caso sarà discusso il prossimo 10 giugno: all'udienza saranno presenti, oltre al pm e al difensore (forse anche la parte civile), il gip La Ganga, che potrebbe disporre nuove indagini per accertare se davvero la povera ragazza abbia dovuto subire le morbose attenzioni anche del nonno.
"Abusava di me e nessuno sapeva"
TRENTO :
Accusato di abusi sulla nipote si uccide in carcere
Anna (il nome è di fantasia) è la ragazza ventenne che ha denunciato lo zio che aveva abusato di lei quando aveva sette anni e che poi, a distanza di anni, si era rifatto vivo con dei messaggi ricattatori. Arrestato dopo un'indagine lampo durante la quale sono state raccolte prove schiaccianti, l'uomo si è suicidato
Però credo che denunciare sia stata la cosa giusta. Ora mi sento più coraggiosa. Possibile che quando era piccola nessuno si sia accorto di niente e lei non abbia lanciato alcun messaggio di aiuto? Io sono cresciuta con una doppia maschera. Davanti posso far vedere una cosa e dietro essere disperata. Di certo per le violenze subite ho pianto tanto. Come è ora il suo rapporto con gli uomini? Le fanno paura? Quelli più vecchi di me, i cinquantenni, quelli che si avvicinano all'età di mio zio che di anni ne aveva 62, mi fanno una certa impressione. Ci parlo, ma cerco di mantenere una certa distanza. Con i ragazzi della mia età è diverso. Credo che loro certe cose non le facciano, anche se si sente in giro di tutto. È andata al funerale di suo zio? No, non mi sembrava il caso. Ho pensato prima lo denuncio e poi vado a salutarlo per l'ultima volta? E comunque nemmeno gli altri miei stretti familiari sono andati. Tutti gli altri parenti però sì. Quello che mi è sembrato strano è che nessuno, a parte due cugine, si sia fatto vivo con me. Sembra quasi che non credano a quello che ho denunciato. Mia zia, poi, mi fa pena. Alcuni dicono che lei forse sapeva. Io non ci credo e comunque quando mio zio è stato arrestato nell'andarsene lui stesso ha fatto delle ammissioni con lei. Ora mia zia vuole vedere, attraverso l'avvocato, le prove che la polizia ha in mano. Evidentemente ancora non riesce a capacitarsi. Quanto a mio zio, credo che lui abbia scelto la strada più facile. Ora non deve più rispondere a nessuno domanda.
Come si può non credere, come può un bimbo inventare cose così orribili? Un BIMBO NON le inventa perchè non sà mentire, non conosce la malizia e la meschinità degli adulti.
UN BIMBO E' UN BIMBO NON UN ADULTO
NO ALL'
ALICE'S DAY
Oggi i pedofili bastardi si riuniscono con le loro vittime (BAMBINE ANCHE DI POCHI ANNI) per festeggiare il loro schifoso essere, tranquilli alla luce del sole e forse consapevoli della mala giustizia. Oggi troppe bambine moriranno nell'anima e nel corpo, saranno oggetti da usare, abusare e annientare. Gli verrà tolta l'anima per sempre si ritroveranno sole con il loro dolore lacerante con gli occhi spenti, persi nel vuoto, piangeranno e magari grideranno nelle mani dei loro aguzzini. Saranno giorni disumani, momenti strazianti di angoscia e terrore, nei quali l'unica domanda senza risposta sarà
PERCHE'
Mentre loro sono oggetti delle fantasie più perverse e mostruose noi fasteggiamo il giorno della libertà, facendo festa e vacanza indifferenti alla giornata dell'orgoglio pedofilo. E i politici, parlavano........ora vedremo se faranno qualcosa o se rimarranno parole al vento. Sono convinta che se tutti gli stati si organizzassero riuscirebbero a sconfiggere questa enorme piaga sociale, non ci sarebbero più giornate della vergogna dell'essere umano incapace di proteggere i propri figli, il proprio futuro.
Accusato di abusi sulla nipote si uccide in carcere
TRENTO (25 aprile) - Un operaio 50enne, arrestato mercoledì con l'accusa di avere avuto rapporti sessuali con una nipote quando era ancora minorenne, si è impiccato in carcere, a Verona, utilizzando le lenzuola del proprio letto. L'uomo della provincia di Trento si è suicidato nella notte tra il 23 e il 24 aprile, ma il cadavere è stato trovato dalle guardie carcerarie soltanto giovedì mattina.
Gli abusi sessuali sulla nipote sarebbero avvenuti dieci anni fa, quando la ragazza aveva 13 anni. A distanza di un decennio l'operaio avrebbe inoltre ricattato la ragazza, minacciandola di abusare nuovamente di lei se non avesse distrutto delle foto compromettenti in suo possesso. La giovane però l'ha denunciato e così si è giunti all'arresto. Sulle ragioni del gesto non ci sono certezze. Probabilmente le cause del suicidio sono state la vergogna e l'angoscia causate dall'accusa di pedofilia per un uomo dalla vita apparentemente ordinaria.
DOVEVA FARLO PRIMA DI ABUSARLA
Bambina violentata a Treviso, ricercato un nordafricano
La piccola di 10 anni è stata aggredita e stuprata mercoledì sera a Santa Lucia di Piave.
Treviso, 25 apr. - (Adnkronos) - Aggredita da uno sconosciuto e stuprata per strada. La vittima di questo episodio di violenza è una bambina di soli 10 anni. Il fatto e' accaduto mercoledì sera a Santa Lucia di Piave, in provincia di Treviso. I Carabinieri stanno indagando ed avrebbero individuato lo stupratore: si tratterebbe, secondo le testimonianze raccolte, di un nordafricano.
La bambina, secondo quanto ricostruito dai militari e riportato dal quotidiano "Il Gazzettino", era uscita di casa intorno alle 19 per una commissione. Al rientro è stata assalita alle spalle da un uomo che le ha usato violenza. Quando è riuscita a liberarsi è corsa in lacrime dai genitori, lamentando di avere male alla pancia. Accompagnata al Pronto Soccorso dell'ospedale di Conegliano, i medici l'hanno sottoposta ad accertamenti riscontrando la violenza sessuale. Dall'ospedale è subito partita la segnalazione ai carabinieri. La piccola è stata sottoposta a tutti gli accertamenti con la massima cautela, vista la giovane età: solo ieri ha potuto fare ritorno a casa. Nei prossimi giorni sarà seguita da uno psicologo
ALLARME IN TRENTINO
Scoppia l'incubo pedofilia tre arresti in un giorno
TRENTO. Tre insospettabili, tutti incensurati. Due operai e un insegnante di matematica. Tre omosessuali, accomunati dalla passione per i ragazzini, meglio se sotto i diciotto anni. Con le accuse di abusi sessuali su minori sono stati arrestati nella notte tra domenica e lunedì Alberto Romeri, 51 anni di Nave San Felice; Guido Pedri, 64 anni di Cembra e Fabrizio Montagner, 27 anni di Trento. Contro di loro ci sono i racconti di alcuni giovanissimi che giurano di essere stati costretti a rapporti sessuali.
L'operazione condotta dalla sezione di polizia giudiziaria della polizia di Stato e coordinata dai pubblici ministeri Davide Ognibene e Alessia Silvi è scattata la mattina di domenica con l'arresto - nella sua abitazione a Trento sud - di Fabrizio Montagner, 27 anni, insegnante supplente in una scuola di Tione. Montagner vive con la famiglia che non sospettava di nulla: «Siamo sconvolti» - hanno confessato i genitori all'avvocato Stefano Daldoss che assiste l'insegnante.
I poliziotti, qualche ora più tardi, hanno bussato alle porte anche di altri due trentini. Il primo - difeso dall'avvocato Nicola Degaudenz - è Alberto Romeri, residente a Nave San Felice e operaio nello stabilimento di Gardolo della «Abbasciano Frutta Secca», il secondo - assistito dall'avvocato Lorenzo De Guelmi - si chiama Guido Pedri, è nato a Grumes ma risiede a Cembra. Tutti e tre gli indagati sono stati condotti nel carcere di Verona Montorio che ha una sezione specializzata per chi è accusato di reati sessuali contro minori.
La polizia ha notificato agli indagati una misura cautelare firmata nei giorni scorsi dal giudice delle indagini preliminari Marco La Ganga. Il gip ha esaminato con cura gli atti sottoposti alla sua attenzione dai pubblici ministeri Silvi e Ognibene, condividendo l'impostazione della procura. Le accuse sono da brivido per tutti e tre: aver abusato sessualmente di minorenni, in qualche caso minori di quattordici anni e in altri casi di sedicenni.
L'inchiesta della procura è partita nel giugno del 2007 quando la madre di uno di questi ragazzini (quello che, secondo le accuse, sarebbe stato violentato da Romeri) si è presentata alla polizia postale per denunciare questo fatto. «Qualcuno scrive messaggi dal contenuto sessuale sul cellulare di mio figlio». La donna si era fatta consegnare il telefono dal figlio, scoprendo questi sms. Aveva, però continuato questo scambio, fingendo di essere il ragazzo fino a rendersi conto che tutto doveva essere denunciato alla polizia. Le indagini dapprima hanno consentito di scoprire chi fosse il proprietario del telefono (Romeri) che è stato messo sotto intercettazione telefonica e ambientale. Nel frattempo è arrivato il drammatico racconto del figlio della donna cui si è aggiunto quello di un amico. Entrambi - davanti allo psicologo - hanno ricordato quegli incontri nel bosco sopra Terlago, nei pressi della cava di calcare, durante i quali sarebbero stati costretti ad avere rapporti sessuali da Romeri e, in un caso, anche da Pedri. Violenze brutali e senza scrupolo, nell'oscurità di un bosco frequentato spesso da omosessuali che cercano avventure sessuali al buio.
Le accuse all'insegnate, invece, si collocano in un altro contesto. A lui i poliziotti arrivano controllando le chat frequentate anche da Romeri, nelle quali Montagner era molto attivo. Vengono poi identificati anche dei ragazzini che confessano di avere avuto rapporti sessuali con il professore. Il primo, un sedicenne, racconta un episodio avvenuto nella casa del prof nel settembre 2007: «Invece di farmi pagare la lezione privata di matematica mi propose di masturbarci insieme». Il secondo episodio risale al 2006: il professore avrebbe adescato su una chat un sedicenne e approfittando del suo stato di confusione lo avrebbe indotto ad avere un rapporto.
Le vittime hanno meno di 14 anni quindi minori,adolescenti,che hanno subito abusi da 3 maiali. Non sono bambini di 3 o più anni, loro hanno comunque un certo grado di maturità,sanno distinguere ciò che è bene o male. Mi chiedo se verranno creduti in tribunale oppure screditati, se qualche avvocato avrà il coraggio di dire che è tutta un'invenzione. Di 1 cosa sono certa; sicuramente diranno che a quell'età il sesso non è tabù anzi.......quindi ci stavano. Diranno pure che magari i ragazzini sono gay.
Complimenti alla mamma che diventando detective ha scoperto tutto e probabilmente ha salvato altre vittime da questo ignobile crimine.